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Perugia-Fermana, la vigilia di Caserta: "Ripartiamo senza paura, lo dobbiamo ai tifosi"

Il tecnico biancorosso chiede ai suoi un pronto riscatto dopo il ko col Cesena e la 'batosta' di Mantova: "Sono stato duro con me e con la squadra, ora però dobbiamo ritrovare serenità e guardare avanti"

A una settimana dalla 'batosta' di Mantova il Perugia è pronto a tornare in campo. Al Curi arriva la Fermana (domani, domenica 18 ottobre alle ore 15) e dopo due sconfitte di fila il Grifo, alla quinta di campionato, è già obbligato a vincere per non perdere troppo terreno dai quartieri alti della classifica e per onorare al meglio il ritorno dei tifosi allo stadio (mille le persone ammesse dopo l'ordinanza della Regione, anche se gli ultras hanno già detto che non ci saranno).

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"Sono contento che ci sarà un po' di gente e per noi questa è una responsabilità in più - spiega il tecnico Fabio Caserta alla vigilia -. Mi dispiace che lo stadio e la Curva Nord non potranno ancora essere pieni, perché avere sarebbe un grande vantaggio per noi. Mi auguro di dare una gioia ai tifosi che verranno e a quelli che resteranno a casa, per scelta o perché non hanno la possibilità di esserci. Portiamo i colori di una piazza e di una maglia importante e dobbiamo rispettare tutti, al di là delle porte aperte. Dobbiamo capire che facciamo parte di una realtà importante e farci rispettare in campo, non con le parole ma con i fatti. Per questo voglio che i ragazzi lottino palla su palla, al di là del risultato che poi può dipendere anche da episodi".

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A complicare la situazione l'assenza del regista Burrai, fermato per un turno dal giudice sportivo dopo il rosso per doppia ammonizione rimediato nell'ultimo match: "Un'assenza pesante - ammette Caserta - perché parliamo di un calciatore esperto, che stava facendo bene e ha caratteristiche diverse da tutti i nostri centrocampisti. Perdiamo un elemento importante ma lo sostituiremo con un giocatore che magari non ha le stesse caratteristiche, né riuscirà a dare la stessa qualità, ma di certo metterà in campo quell'impegno e quella determinazione che devono avere anche tutti gli altri".

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E proprio su questo aspetto, ma non solo, il tecnico ha lavorato nell'ultima settimana in cui tante sono state le doppie sedute di allenamento: "Un programma mirato, perché abbiamo lavorato poco all'inizio a causa di vari ritardi e del calendario fitto. Ho approfittato così di questi giorni per lavorare un po' di più in vista di un altro tour de force (cinque gare nelle prossime due settimane tra campionato e Coppa Italia, ndr). Ci siamo concentrati sui reparti e fatto qualcosa in più, ma non per punizione. I ragazzi sanno che a Mantova hanno commesso un grave errore nell'approccio, ma ora dobbiamo guardare avanti e ripartire perché il campionato non si decide nelle prime quattro giornate. Suonerà strano, ma a confortarmi sono la grande voglia e la grande disponibilità che la squadra mi ha dato fin dal primo giorno, sia i vecchi che i nuovi".

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Eppure non è mancato il confronto con il kgruppo: "Con i ragazzi sono stato anche duro - ammette il tecnico - ma l'ho fatto perché sono stato duro prima di tutto con me stesso, che sono il primo responsabile di quello che succede. Anche loro poi si sono fatti un'esame di coscienza e abbiamo parlato tanto, oltre che lavorare sul campo. Dopo un buon inizio di stagione a Mantova abbiamo pagato invece il precedente ko con il Cesena, ci siamo fatti prendere da quella paura che non dobbiamo avere. Bisogna lavorare tanto per ritrovare serenità e avere la giusta mentalità, quella che ti consente di leggere meglio i momenti della gara e percepire il pericolo magari anche da un fallo laterale contro. Dobbiamo essere molto più cattivi, anche sulle palle inattive, perché la Serie C è questa. Contro di noi daranno tutti il massimo e anche se ci chiamiamo Perugia in campo siamo come gli altri. Lì vince chi ha più fame".

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