Giovedì, 18 Luglio 2024
Calcio

GRIFONERIE Adesso al Grifo Robot di Alvini serve avere sempre le pile cariche

L'analisi di Claudio Sampaolo dopo il 3-0 rifilato al Frosinone al Curi e in vista della trasferta di Cosenza nel turno infrasettimanale di B: nei 23' in cui ha strapazzato i ciociari sta la chiave del gioco del Perugia

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Sabato pomeriggio abbiamo visto, forse per la prima volta nella stagione, un Perugia nel quale tutti e undici (compreso l’acrobata che sta tra i pali) avevano le batterie belle cariche, il che ha permesso alla squadra di stare raccolta in trenta metri e di pigiare sull’acceleratore esprimendo una pressione, una aggressione ed una intensità di gioco davvero formidabili. Una cosa del genere, a nostra memoria, l’abbiamo vista fare solo dalla migliore Atalanta di Gasperini, con altri interpreti, per carità, ma suonando lo stesso spartito.

Nei primi 23 minuti il Perugia, di nuovo Grifo Robot dopo molti anni, ha tirato in porta almeno 9 volte, sempre ben dentro l’area di rigore: con Olivieri (3), Lisi (2), De Luca (2), Burrai e Santoro, a testimonianza di una “concetto di gioco” (parole di Alvini) che forse, finalmente, è entrato dentro la testa dei giocatori.

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Diciamo questo perché non abbiamo mai creduto alle difficoltà patite al Curi quando ha incontrato le squadre piccole. È stata e forse sarà, perché nessuno è inossidabile, una questione di testa e di batterie, fisiche e psichiche, che per esprimere al meglio questo gioco alviniano devono essere sempre cariche. Ci si chiede, infatti: perché una squadra capace di giocare 23’ in quel modo non lo ha fatto anche col Pordenone, col Cosenza, con l’Alessandria e via dicendo? Certamente sabato non c’è stata una sottovalutazione dell’avversario, probabilmente ha influito qualche importante aggiustamento tattico (Santoro tuttocampista è stato una vera rivelazione), ma di fatto, se si riesce a strapazzare il Frosinone, che veniva da quattro vittorie consecutive ed aveva la seconda difesa del campionato, il copione, a maggior ragione, può essere ripetuto con tutti.

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A cominciare certamente dalla trasferta di Cosenza, dove non si può che attendere la controprova di quanto fatto ad Ascoli a grandi linee e dettagliatamente col Frosinone, per poter affermare che i “concetti di gioco” sono stati finalmente digeriti e assimilati.

E questo, sia chiaro, chiunque giochi. Perché è vero che ci sono giocatori più indispensabili di altri, come in tutti i club, ma se la strategia è sempre quella studiata da luglio ad oggi (aggressione e riconquista della palla, pressing con le punte eccetera…), le varianti tattiche possono solo apportare benefici. Un po’ per scombussolare i piani avversari (sabato Ferrarini quarto di difesa su Zerbin non se l’aspettava nessuno, nemmeno Grosso…), un po’ per far sì che le pile, le batterie in dotazione ad ognuno dei Grifoni, siano sempre cariche.

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