Comune, il Pd chiaroveggente critica già il Romizi bis: "Peggior manuale Cencelli"

Nel mirino le nomine della giunta e la presidenza del consiglio comunale (che ancora non ci sono)

Recita il detto: "Chi mena per primo, mena due volte". Ma il tempismo è fondamentale. Il Pd di Perugia, nel dubbio, critica già Romizi: nel mirino la composizione della nuova giunta comunale e anche la presidente del consiglio comunale. In breve il "peggior manuale Cencelli e trasformismo gattopardesco", dicono. Intanto, però, ancora non sono stati proclamati gli eletti e neanche assegnate ufficialmente le deleghe. Magia. 

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Inizio delicato: "Lo spettacolo poco edificante cui assistiamo in queste ore per la composizione della giunta comunale ricorda più un suk che un'Istituzione repubblicana". E due: "L'eterogenea alleanza elettorale senza un reale programma comune che ha consentito la riconferma al primo turno del sindaco Romizi, già litiga prima di cominciare e si divide sulle poltrone". 

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Per guistificare la capacità di leggere il futuro, il Pd si appoggia ai 'quotidiani locali'. E spara su Romizi: "Non bastando i posti di assessore per accontentare i troppi aspiranti ai quali nei mesi scorsi era stato promesso uno scranno in giunta, da quello che si legge sui quotidiani locali sembra che il sindaco abbia messo nel calderone delle nomine anche la carica di presidente del Consiglio comunale". Ecco, il punto sulla presidenza del consiglio comunale: "E che l'abbia riservata alla lista Perugia Civica per Romizi e in particolare ad uno dei suoi promotori, Nilo Arcudi, già vicesindaco socialista nelle giunte Locchi e Boccali e da pochi mesi fulminato sulla via di Damasco dall'alleanza con Lega e Fratelli d'Italia". L'ex amico e alleato Arcudi, il nodo della questione. 

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E già che ci sono, due critiche anche sulla futura (sì, futura) giunta che non ancora non c'è: "Gli assetti di giunta sono senza dubbio prerogativa del sindaco, che in piena autonomia e nell'interesse della città dovrebbe scegliere i migliori, non sempre rintracciabili tra i candidati e molto spesso non coincidenti con i più votati". E anche: "La presidenza del Consiglio comunale, invece, è organo di garanzia e dovrebbe essere rappresentativo dell'intero Consiglio comunale, non essere designato dal sindaco e tanto meno dalla sola maggioranza uscita dalle urne, o peggio da una sola lista. Se si pensa di far ‘tornare i conti’ interni alla maggioranza con una simile forzatura, il Pd non è disponibile: per un organo di garanzia come la presidenza del Consiglio comunale occorre una figura di garanzia per la città e non un ‘ritorno al passato’, degno del peggior manuale Cencelli e trasformismo gattopardesco". 

Di doman non c'è certezza. Ma non vale per il Pd di Perugia.

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