Convegno Marcia su Roma, Marini e Lignani: è scontro sulle celebrazioni

L'esponente della Pdl: "Un momento importante della storia Patria". La Presidente Marini si dissocia: "Evento in odore di apologia del fascismo"

Il convegno celebrativo sulla Marcia su Roma - 90 anni dopo - si farà. Nessun passo indietro degli organizzatori nonostante gli annunciati sit-in di protesta (Cgil, Anpi, Giovani Comunisti e forze progressiste), le scomuniche democratiche e il rischio di disordini pubblici.

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Salvo decisioni in questi pochi giorni che ci dividono dalla due giorni sulla Marcia su Roma - partita proprio dall'Hotel Brufani dove avverranno i dibattiti e le analisi storiche - tutto il programma sarà rispettato. Compresa la visita - sabato 27 ottobre - alle tombe dei camerati e gerarchi defunti.

Intanto è arrivata anche la prima presa di posizione a favore dell'evento: porta la firma del consigliere regionale e vice-presidente del Pdl provinciale, Andrea Lignani Marchesani. “La Marcia su Roma, di cui quest’anno ricorre il 90° anniversario (e per di più partita, come noto, da Perugia), è stata un momento importante della storia patria e non la si può certo mettere 'tra parentesi', così come non si può certo negare l’ampio consenso avuto dal fascismo nell’Italia degli anni ‘20-’30 dello scorso secolo: questo il tema di un convegno che a giorni si terrà a Perugia".
 
Lignani critica l'eccessivo allarmismo della sinistra: "Vietare la manifestazione sarebbe un vero e proprio vulnus democratico che creerebbe inoltre un pericoloso precedente, visto che darebbe soddisfazione a chi crea tensione sociale e darebbe a costoro la potestà di concedere o meno, a loro piacimento, vere e proprie patenti di democrazia".
 
Il presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini non ha gradito la presa di posizione dell'esponente del Consiglio ed è intervenuta ribadendo la sua contrarietà ad un evento che andrebbe contro la storia e il sacrificio di molti umbri per la libertà. "Mi risulta non essere stato ancora sospeso il reato di apologia del fascismo, di cui l’evento annunciato a Perugia, con pubblici manifesti, sembra avere tutte le caratteristiche.
 
L’Umbria che ci piace invece ricordare e celebrare è quella terra civile e democratica che ha contribuito alla liberazione dal fascismo; l’Umbria degli intellettuali antifascisti; l’Umbria dei 40 martiri di Gubbio; dei contadini e degli operari che diedero un contributo silenzioso alla resistenza civile, alle forze anglo-americane ed alle formazioni partigiane; l’Umbria dei frati del Sacro Convento di Assisi o di Padre Aldo Brunacci che a rischio della loro vita nascosero gli oppositori al nazifascismo e gli ebrei, salvandoli dal folle sterminio di massa; o ancora l’Umbria delle città bombardate e distrutte. Sono certa che le autorità competenti preposte alla vigilanza dell’ordine e della sicurezza pubblica esamineranno con la dovuta attenzione la legittimità di un tale evento".
 

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