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Peste suina africana, caso anche a Roma. La Lega: "Intervenire in Umbria con un piano straordinario di abbattimento del cinghiale"

Puletti e Mancini: " È nostro dovere mettere in campo tutte le azioni necessarie per arginare la proliferazione incontrollata degli ungulati"

La Lega chiede “Un piano straordinario di abbattimento del cinghiale” in Umbria dopo la conferma di un caso di peste suina africana in un cinghiale a Roma. I consiglieri regionali del Carroccio, Manuela Puletti e Valerio Mancini, hanno richiesto l'audizione in seduta di commissione regionale i presidenti umbri dei tre ATC e l’assessore Roberto Morroni "al fine di individuare il quadro delle criticità esistenti e delineare una strategia condivisa di azione".

L'obiettivo, dicono i leghisti, è “fare una stima complessiva dei danni prodotti dalla fauna selvatica alle coltivazioni e ragionare sull’allarme lanciato da Coldiretti circa i rischi legati all’arrivo della peste suina in Umbria”.  

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Per i due consiglieri regioni "l'adozione di misure immediate per il contenimento dei cinghiali non è più rinviabile – anche alla luce dell’allarme lanciato proprio in questi giorni da Coldiretti circa il rischio legato all’arrivo della peste suina in Umbria. A Roma, quindi a pochi chilometri di distanza dai nostri confini regionali, è scattata l’allerta dei focolai della peste suina africana sui cinghiali. È nostro dovere mettere in campo tutte le azioni necessarie per arginare la proliferazione incontrollata degli ungulati e tutelare la nostra regione dall’emergenza sanitaria le cui conseguenze potrebbero rivelarsi disastrose per l'intero comparto suinicolo e per la norcineria umbra". 

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