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Martedì, 27 Settembre 2022
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INVIATO CITTADINO La prima statua in assoluto della pedagogista Maria Montessori

Perugia ama Maria Montessori, il suo metodo, la sua storia. E l’intestazione di questa piazzetta, insieme all’opera di Matteo Ferroni, ne costituisce prova inconfutabile

Primati perugini. La prima statua in assoluto della pedagogista Maria Montessori accoglie bambini e visitatori nella piazzetta a lei intestata.

Inaugurazione il 14 settembre alle 12:00, per un’opera di caratura internazionale, voluta dalla statunitense International Montessori Society, i cui rappresentanti presenzieranno alla cerimonia di presentazione alla città. In una giornata di forte caratura identitaria, come quella del 14 settembre, memoria autentica di libertas perusina.

Dopo gli eventi commemorativi della storica ricorrenza, la solenne inaugurazione dell’opera scultorea di Matteo Ferroni, architetto, scenografo di rango da esportazione (ha soggiornato e operato, fra l’altro, nella Confederazione Elvetica) che ha nel cursus honorum collaborazioni con personalità quali Einaudi e Ronconi.

Abbiamo visto la scultura “impacchettata” all’accesso della piazzetta. Sul posto anche la consigliera Sara Bistocchi, che abita a un tiro di schioppo dalla piazzetta, opportunamente intitolata al nome e alla memoria della illustre pedagogista. Donna e operatrice culturale che ha sdoganato l’emarginazione formativa in nome di un diritto educativo paritario, trasversale alle condizioni economiche e allo svantaggio socio-culturale.

La scultura, in marmo grigio di Carrara, racconta Maria Montessori in un linguaggio – ci dice l’autore – figurativo astratto. Il che significa proporre la pedagogista in una dimensione di realismo, non privo di riferimenti di carattere simbolico-allegorico, alla maniera della statuaria medievale. Difatti l’educatrice tiene in mano i materiali da lei inventati e utilizzati nella dimensione quotidiana pedagogico-didattica. E guarda con tenerezza i bambini che giocheranno nella piazza.

Anche una fontanella. O meglio, come diciamo a Perugia, una ‘canellina’ (tra oggi e domani il montaggio da parte di Umbra Acque) orientata nello spigolo aperto verso via Imbriani. Da quel rubinetto i bambini-fruitori della piazza potranno attingere acqua per irrorare le piantine disposte in appositi vasi. E anche nei recipienti lungo la discesa delle scalette del Carmine, incrementati in numero e in capienza. In adiacenza alla ficaia che costituisce un prezioso valore aggiunto, lungo quella scalinata.

Sarà cura di Marisa Rosi, storica figura della Pesa, donare e curare le piantine che verranno messe a dimora. Lo farà con l’amore e la dedizione che connotano ogni sua azione a beneficio della città. Come sta dimostrando, ormai da anni, col suo lavoro allo slargo della Pesa e ai presepi. Meriti che le hanno giustamente comportato l’assegnazione del Baiocco da parte del Comune di Perugia. 

PERSONAGGI Marisa Rosi, baiocco d'oro di Perugia, signora di Porta Pesa-Borgo S. Antonio

La scultura, e l’intitolazione della piazzetta (prima senza nome) in onore di Maria Montessori costituiranno uno stigma aggiuntivo, una piena identificazione di Perugia come luogo montessoriano d’eccellenza. Non solo per la vicinanza della Montessori alla Stranieri (ricordando la sua persuasa corifea, signorina Paolini), ma anche a ribadire il nesso inscindibile fra la scuola Materna Santa Croce, il Centro internazionale Maria Montessori (poco lì sotto, in via Abruzzo) e la vocazione educativa della Vetusta. Non è peraltro senza significato il fatto che anche Matteo abbia frequentato la Montessori.

È di qualche giorno fa la pubblicazione, su queste colonne, di una rara foto della signorina Paolini col mitico direttore Giacomo Santucci. A ribadire la forte valenza educativa riconosciuta al metodo, esportato con successo nel mondo. 

Domani avrebbe compiuto il secolo di vita Giacomo Santucci, persuaso civis perusinus. Ci ha lasciato nel 2006, ma il suo ricordo vive nel cuore di colleghi e allievi

Perugia ama Maria Montessori, il suo metodo, la sua storia. E l’intestazione di questa piazzetta, insieme all’opera di Matteo Ferroni, ne costituisce prova inconfutabile.

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