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INVIATO CITTADINO Cablaggi e fili a penzoloni. L’operazione è stata gestita in modo raffazzonato e senza controlli. Un po' di storia

Le brutture sono sotto gli occhi di tutti e non passa giorno senza che qualche lettore non ne segnali di ulteriori

Cablaggi e fili a penzoloni. L’operazione è stata gestita in modo raffazzonato e senza controlli. Questa la communis opinio da cui ha preso le mosse il nostro servizio, molto letto e commentato.

Accrocchi e rocchi di filo sospesi. Come ti rendo più brutta la città. Sembra una parola d’ordine, un maligno complotto

Le brutture sono sotto gli occhi di tutti e non passa giorno senza che qualche lettore non ne segnali di ulteriori. Addirittura: in prossimità di emergenze di carattere storico-identitario come la Porta dei Tei, di recente restauro. 

INVIATO CITTADINO Cavi in brutta vista in prossimità della Porta dei Tei

Esistono zone come una parete tra via della Torricella e lo Slargo della Pesa (foto in pagina) in cui, in una decina di metri, abbiamo intercettato bel sette rocche di filo sospese a mezz’aria.

Un po’ di storia. Ricordo che, quando l’operazione fibra partì in corso Garibaldi, ci mettemmo – insieme all’architetto Mauro Monella, vigile custode del Borgo d’Oro – a verificare gli scempi. Cercando di limitarne i danni. O di prevenire gli obbrobri più eclatanti.

Ebbene: i lavori venivano eseguiti da operai privi di indicazioni. E senza alcun controllo da parte del Comune. Al punto che abbiamo visto penetrare le punte dei trapani a percussione dentro montanti e architravi storici. Alcuni scempi li abbiamo evitati. Semplicemente dicendo a quegli operai che stavano compiendo un’operazione sbagliata e facevano violenza a testimonianze storico-artistico-architettoniche.

Non avevamo (Mauro e io) alcuna autorità, ma i nostri suggerimenti venivano puntualmente eseguiti. Gente perbene, ma allo sbando, senza guida né controlli.

Si potrebbe dire che abbiamo surrogato funzioni che non ci competevano. Per amore della città. Ma ad altri (ossia al Comune di Perugia) sarebbe spettato il compito di controllo, per evitare danni e violenze ingiustificate.

Questa è oggi la situazione. Veramente indecente. Non sarebbe ora di tentare un rimedio? Insomma: le scatole di derivazione sono state collocate. Per consentire collegamenti rapidi ed efficaci. Si tolgano dunque di mezzo fili, cavi, matasse, roba a ciondoloni che fa semplicemente vergogna. E tutto quanto fa bruttura.

Poscritto: Un’osservazione proveniente dai social mi mette in allarme. Scrive infatti Beniamino Cenci Goga: “Per la fibra, definizione dei tecnici open fiber, siamo stati le cavie del progetto”. Non ho modo di accertare la veridicità di tale affermazione. Ma, se corrispondesse al vero, ci sarebbe di che allarmarsi. Significherebbe che Perugia è stata vittima di un esperimento in corpore vili. Che non va certo a vanto della nostra dignità di cittadini e amministratori. Di Perugini, insomma.

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