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Sabato, 22 Gennaio 2022
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GRIFONERIE – De Luca bomber multitasking fa giocare il Perugia sognando Dzeko e Petagna

A Pisa De Luca ha fatto un “partitone”, ricco di tiri, rincorse, pressing, strappi e naturalmente del rigore determinante

sampaolo-2Il calcio vive di sensazioni e teorie incerte, spesso contrastanti. Balla tra suggestioni e realtà, intuizioni di un attimo e lunghe riflessioni, tattica buona per un giorno e strategie a lungo termine. Tutto questo per parlare di Manuel De Luca, la scommessa, se vogliamo definirla così, di Comotto e Giannitti che ora Alvini sta pian piano modellando. Anche se, come vedremo, non partiva proprio dalle astine. A Pisa, per dire, De Luca ha fatto un “partitone”, ricco di tiri, rincorse, pressing, strappi e naturalmente del rigore determinante. Riassumiamo copiando dal caro vecchio taccuino.

10’: colpo di testa in area su cross da destra di Ferrarini.
25’: torre di testa (cross Ferrarini) per Matos, che finisce in terra e sulla palla “sporca” arriva in anticipo liberando un sinistro che finisce a lato.
27’: colpo di testa alto su cross ancora di Ferrarini.
61’: azione personale sulla destra e cross basso in mezzo per Zanandrea. Un assist perfetto.
62’: colpo di testa all’indietro su lancio verticale di Lisi che scavalca il portiere in uscita e va fuori
di un palmo a porta ormai vuota. Fischiato un fuorigioco millimetrico, ma la giocata resta.
67’: libera il destro da 20 metri. Alto.
69’: nell’azione del rigore raccoglie la palla che sbuca tra Sgarbi e Gucher e conclude di sinistro a
lato.
72: gol su rigore.
91’: destro in diagonale sul primo palo respinto da Nicolas, dopo perfetto uno-due con Murgia. Potremmo dire, per farla facile, che De Luca è un centravanti multitasking, uno che sa fare tutto, che non è solo colpo di testa e fisico, ma ha anche due buoni piedi che aiutano a far girare la squadra.

RUOLINO – Tanto per tornare ai numeri, che non sbagliano mai, e grazie a YouTube, nel quale si trova sempre tutto, abbiamo anche provato a ricostruire, diremmo radiografare le reti segnate da De Luca prima di arrivare a Perugia. Tralasciamo quelle segnate con Under 17 e Primavera del Torino (64) che danno certamente una indicazione tecnica ma non fanno statistica. Di ragazzi che hanno realizzato caterve di reti nelle giovanili e poi si sono persi è ricco il mondo del calcio. Solo per curiosità: quasi tutti da dentro l’area, più una punizione di destro sopra la barriera.

Nel calcio professionistico (Renate, Alessandria, Entella, Chievo), invece, De Luca, tra campionato e Coppa Italia ha segnato 25 reti in 5.973’. in pratica un gol due partite e mezza (238’). Media che, orientativamente, giocando tutte e 38 le partite di B, porterebbe a 15/16 reti totali. Ma il dato rilevante è il “come” : 14 di destro (di cui 4 su rigore), 7 di testa, 4 di sinistro. Ancora più nel dettaglio: 18 con conclusioni dentro l’area di rigore, tre con tiri da fuori, 4 con azioni in contropiede solitario, portando palla, tipo la rete all’Alessandria al Curi. Da quando è a Perugia, peraltro, De Luca ha migliorato la sua media: con 5 reti in 823’ è sceso a 164’, cioè più di un gol ogni due partite.

IDENTIKIT – Abbiamo accennato all’inizio a come De Luca viene impiegato da Alvini, ma forse sarebbe meglio aggiungere a come, ormai, vengono utilizzati gli attaccanti, con qualunque schema si giochi. Soprattutto quando si ipotizza di essere molto aggressivi, modello-Atalanta, è indispensabile che i primi a pressare siano i giocatori offensivi. E dovendo citare qualche esempio in proposito cade a fagiolo il nome di Andrea Petagna, che nei primi due anni di gestione-Gasperini, con l’Atalanta spettacolo, finita quarta e sesta, ha fatto il centravanti segnando appena 9 reti, ma fornendo la bellezza di 14 assist e soprattutto aprendo varchi a chi arrivava da dietro. Cioè i difensori (Caldara 7 reti) i terzini (Conti 8), i centrocampisti (Cristante 9, Kurtic e Kessie 6), i trequartisti (Ilicic 11, Papu Gomez 16). E’ chiaro che scegliendo di interpretare un sistema di gioco così impegnativo senza avere i succitati giocatori, anche il gran lavoro di De Luca potrebbe risultare quasi sprecato. Ma a questo penseranno Alvini e il suo staff col lavoro settimanale e (forse) con qualche richiesta per gennaio.

Restando in tema di somiglianze, così di getto ci pare che De Luca abbia movenze e modo di interpretare le varie fasi del gioco molto simili a quelle messe in mostra da Edin Dzeko (detto per inciso: in carriera 300 gol e 150 assist). E sia chiaro che abbiamo parlato di Petagna e dell’attaccante dell’Inter non per osare paragoni irriverenti, ma per rendere l’idea sul tipo di gioco richiesto da Alvini e sul perché del grande moto perpetuo che il centravanti bolzanino e Matos sono chiamati a svolgere.

MERCATO – Nonostante le 5 reti ed i due assist di De Luca, cioè 7 timbri sui 16 gol di squadra, si riparla spesso dell’acquisto di una punta. Verrebbe voglia di chiedere: ma chi? Ed a quale prezzo? Gli stipendi della serie A, ammesso che ci siano giocatori disposti a scendere, sono totalmente fuori portata. Ne citiamo alcuni relativi ad attaccanti che non sono sempre titolari nelle rispettive squadre: Forte (Venezia) 400mila euro, Nestorovsky (Udinese) 700.000, Caputo e Torregrossa (Sampdoria) 800.000, La Mantia (Empoli) 900.000, Santander (Bologna), Simy e Bonazzoli (Salernitana) 1.000.000 a testa. Anche considerando che a gennaio i mesi da pagare sarebbero la metà, secondo noi, dovendo fare un sacrificio economico tanto varrebbe prendere una mezza punta capace di mandare in porta De Luca e anche di fare gol. Nomi? Uno con le caratteristiche di Valerio Verre, ammesso che esista.

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