Gaucci, da Matarrese a Santo Domingo: la storia di Lucianone

Indimenticale la litigata tra il vulcanico ex patron del Perugia con l'allora presidente del Bari: Siamo di Serie A!". Dopo l'epopea biancorossa si ritirò nei Caraibi dove si è spento oggi, 1 febbraio 2020, all'età di 81 anni

"Gaucci, noi siamo di Serie A". Questa la frase pronunciata da VIncenzo Matarrese, allora presidente del Bari, dopo una partita al Curi contro il Perugia nel novembre del 1999 che scatenò Luciano Gaucci. Una replica andata in onda su Telemontecarlo sububito dopo il match e che fece entrare il vulcanico patron biancorosso nella storia. "Lasciatemi, glieno debbio dire quattro" gridava a chi cercava di trattenerlo mentre provava a salire sul bus dei pugliesi. A scatenare la lite le rimostranze fatte da Gaucci all'arbitro Pellegrino di Barcellona Pozzo di Gotto per una gomitata non vista su Olive: "Il giocatore è all'ospedale con la frattura e lei non ha fatto niente, vergogna!". 

Dall'altra parte sul pullman del Bari c'era il presidente Matarrese che scatenò la reazione del suo collega proprio con quel "Gaucci, noi Siamo di Serie A!". La risposta di Lucianone era da censura: "Vai a fare in c... mortacci tuoi". Il video, oggi su Youtube, è ancora virale e ha superato le 500mila visualizzazioni ed è prepotentemente tornato in trend sui social in questo giorno triste giorno in cui Lucianone si è spento a Santo Domingo.

LE IENE - È infatti lì nei Caraibi che Gaucci si era ritirato dopo l'epopea del Grifo e fu lì che nel febbraio 2006 venne raggiunto da Enrico Lucci, storico inviato de 'Le Iene', con i due protagonisti di un'intervista a sua volta rimasta nella storia. Gaucci venne inquadrato con la sua nuova fidanzata e attraverso la telecamera, lanciò un messaggio ai suoi figli Alessandro e Riccardo che erano rimasti in Italia dopo il crack finanziario del Perugia: "Papa è a Santo Domingo, ma vi vuole bene!". Questo fu solo il primo blitz delle 'Iene' che tornarono da lui qualche mese dopo e a ottobre trovarono Gaucci seduto sul divano, pronto a difendersi dalle accuse che arrivavano dall'Italia: "Non c'è nessun buco finanziario, i soldi li ho messi perché non conoscono la mia storia. Io non ho debiti".

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