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Carpi-Perugia, Caserta alza la guardia: "Grifo, è adesso che viene il difficile"

Raggiunta la vetta, il tecnico mette in guardia i suoi: "Della vittoria col Padova non voglio più sentirne parlare, la partita più complicata sarà la prossima perché è la terza in una settimana e contro una squadra forte e aggressiva"

"Al Padova non ci penso già più e non voglio nemmeno più sentirne parlare. È un argomento chiuso e dobbiamo pensare già alla gara di domani, che sarà la più difficile perché sarà la terza in una settimana e contro una squadra forte e aggressiva. Ci sarà da battagliare su ogni palla".

Così parla Fabio Caserta alla vigilia della trasferta di Carpi, dove il suo Perugia si presenterà domani (ore 15) da capolista dopo il 3-0 rifilato ai veneti nel turno infrasettimanale al Curi. "Alla decima giornata non possiamo pensare di aver fatto tutto - aggiunge il tecnico biancorosso -. Non mi deprimo per una partita persa e non mi esalto per un successo. Non dovremo sottovalutare l'avversario e giocare la partita con tantissima umiltà". Intanto potrebbe rientrare qualche grifone: "Spero di recuperare Elia, che è stato fermo per il Covid ma sta bene, per cui aspettiamo l'esito dell'ultimo tampone. Burrai? Si sta allenando con squadra, ma non è di certo quello dell'inizio e con l'infortunio ha perso un po' di condizione. Farà parte del gruppo ma valuterò se farlo giocare dall'inizio o aspettare, come ho fatto con il Padova perché non mi andava di rischiarlo".

 Al di là dei singoli, Caserta si aspetta un ulteriore miglioramento da parte di tutta la squadra: "Stiamo crescendo partita dopo partita, sia sotto l'aspetto fisico che caratteriale, ma questo gruppi ha margini di crescita ancora elevati. Bisogna solo non sbagliare approccio, sarà difficile vincere tutte le partite ma la mentaltà deve essere quella. Con la voglia di lottare e l'atteggiamento giusto il risultato poi è una conseguenza". E a chi gli chiede dell'ultimo striscione appeso dai tifosi al Curi dopo la vittoria sul Padova ("Forza freghi, vi vogliamo così" la frase corredata dal 'mantra' "Santopadre vattene"), il tecnico risponde così: "Vedere che il nostro lavoro è apprezzato dai tifosi mi fa piacere e mi riempie di orgoglio. Penso sia un modo simpatico di ringraziare i ragazzi che stanno dando l'anima, perché i tifosi del Perugia queste cose le vedono e le apprezzano".

Così come apprezzano la capacità del tecnico di coinvolgere tutti gli elementi della rosa, compreso quel Bianchimano che si sta rivelando un terzo 'titolare' in attacco al fianco di Melchiorri e Murano: "Per me non sempre è un bene avere un capocannoniere che fa 20 gol , con la squadra che magari poi non ottiene il risultato. Io voglio che tutti i reparti e tutti i giocatori siano in grado di segnare, per la mia esperienza è meglio averne più di uno in doppia cifra che uno solo che fa 20 gol. Basta vedere la Serie B dell'anno scorso con la retrocessione del Perugia (che aveva Iemmello, nr) o della mia Juve Stabia con Forte che ne ha segnati 17, retrocessioni non arrivate comunque per colpa degli attaccanti".

Il gruppo al di sopra di tutto dunque per Caserta, che vuole sentirsene parte integrante: "Io credo che la figura dell'allenatore debba far parte della squadra e non essere un corpo a parte. Io mi sento uno di loro e i ragazzi lo avvertono, ma sempre nel rispetto ruoli. Mi sento ancora giovane e a fine allenamento magari provoco qualcuno dei miei calciatori e mi metto a calciare ancora le punizioni con loro. Sono a disposizione dei ragazzi 24 ore su 24, non mi piace il distacco e mi piace scherzare, anche se poi quando si lavora divento insopportabile perché in quelle due ore voglio massima serietà".

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