Volontari cattolici in calo, il Capo della Chiesa umbra Boccardo attacca: "Virus mortifero il prima gli italiani".

Non ha mai fatto riferimento a Matteo Salvini e al centrodestra che ha vinto la Regione, ma il riferimento apparirebbe chiaro. Tutto questo commentando il calo dei volontari nei centri caritas

Non lo ha nominato con nome e cognome. Ma sinceramente, leggendo la nota ufficiale, non ce ne era bisogno. E dopo tanti mesi di campagna elettorale per le regionali in Umbria, dove il ruolo di certi alti e "bassi" prelati non è stato neanche tanto velato, l'attacco potrebbe apparire scontato. E guarda caso arriva nel giorno dell'investitura della Presidente Donatella Tesei per cui l'innominato - dal capo della Chiesa Umbra - si è speso molto passando molte giornate in Umbria per conquistare più voti possibili. Ricapitoliamo a questo punto: il presidente della Conferenza episcopale umbra e arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, durante la presentazione del rapporto sulla povertà, ha confermato che dopo i fedeli, dopo le chiese semi-vuote, dopo il calo drastico dell'8 per mille, ora c'è una crisi di volontari anche al servizio della carità.

Le cause? Boccardo avanza una ipotesi, o un nuovo fattore che unito ad altri - non spiegati ufficialmente però -, sta alla base di questa ennesima crisi nelle diocesi di casa nostra: il prima (a)gli italiani, il prima noi e poi gli altri. Guarda caso lo slogan declinato in tutto il Paese dal leader della Lega Matteo Salvini. "Prima gli Italiani": è il cavallo di battaglia del movimento politico che in Umbria può vantare un 37 per cento. Che unito al 10 per cento di Fratelli d'Italia - anche loro gridano e si battono per "Prima gli Italiani"- porta la percentuale intorno al 48 per cento, praticamente un umbro su due.

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Il  Vescovo Boccardo lo conosce benissimo e quelle parole sembrano essere proprio un chiaro giudizio con riferimento politico, alla politica nazionale e locale, ai tempi di Matteo Salvini. "Non vorrei – ha detto riferendosi al calo di volontari – che il virus mortifero del prima noi e poi gli altri, del prima gli italiani, abbia intaccato anche le comunità cristiane che, dimenticando la dimensione costitutiva della carità in tutte le sue manifestazioni, diventano sterili e insignificanti. Come discepoli di Gesù, non possiamo trascurare la sua esortazione: “Quello che avete fatto al più piccolo dei fratelli, lo avete fatto a me”. E’ una sfida che ci attende, non piangerci addosso: non possiamo chiudere il nostro cuore alle ferite dell’uomo". Boccardo sceglie le parole drammatichedi "virus mortifero". Una mezza scomunica del sovranimo? Di Salvini? O dell'egoismo in genere? E i fedeli cosa ne pensano? 

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