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Riforma lavoro e Buono Umbro, ecco la sfida per ridare un salario a giovani e disoccupati. Fioroni: "Facciamo ripartire l'Umbria partendo dall'occupazione"

Con il primo stanziamento regionale di 10 milioni di euro, si stima di finanziare Buono Umbro Lavoro per oltre 3mila lavoratori

Un investimento a partire da 10 milioni (ma che sarà esteso a 20) di euro e uno strumento innovativo, il Buono Umbro, per favorire l'occupazione stabile per chi ha perso il lavoro, dei lavoratori attualmente in Cig e con un’attenzione particolare rivolta ai giovani Neet, che non studiano e non lavorano. La riforma del lavoro dell'assessore allo sviluppo Michele Fioroni entra nel vivo della sfida più difficile: ovvero, creare i presupposti (formativi ed economici) per ridare una speranza e un salario a migliaia di umbri che sono stati travolti dalla crisi economica e da quella creata dal Covid. La sfida è partita dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Alessandro Volta” di Perugia - "luogo di eccellenza per la formazione e per l'inserimento lavorativo" - dove l'assessore alla stampa e alle associazioni di categoria ha ribadito i capisaldi del primo avviso ReWork-Buono Umbro per il Lavoro che verrà pubblicato, come bando regionale, alla metà di luglio. 

VIDEO Riforma del Lavoro, Fioroni lancia la sfida anti-crisi: "Lanciamo il Buono Umbro del Lavoro per rinserire nel mercato del lavoro giovani e disoccupati"

presentazione-ReWork2-2“Tema chiave – ha detto l’assessore Michele Fioroni – è l’occupazione dei giovani, una priorità di questo territorio e che dobbiamo supportare con ogni strumento, dalla formazione professionale coerente con i fabbisogni delle imprese del territorio a incentivi per l’assunzione che saranno più alti tanto più sarà maggiore la distanza dal mondo del lavoro”. Il bando sostiene l’inserimento e il reinserimento dei lavoratori tramite i servizi offerti dalle rete pubblico-privata per il lavoro e incentivi per l’assunzione. Sono stati messi in campo strumenti totalmente nuovi rispetto al passato, che permetteranno di analizzare e valorizzare le competenze possedute dai lavoratori, e orientare la loro riqualificazione a seconda dei profili ricercati dal mercato. In quest’ottica, un ruolo chiave sarà rivestito dalla rete pubblica e privata dei servizi per l’impiego, i CPI e le agenzie per il lavoro accreditate, la cui sinergia rafforzerà le possibilità a favore delle persone in cerca di occupazione". 

I disoccupati e quelli in cassa integrazione a forte rischio di disoccupazione potranno accedere, con il Buono Umbro per il Lavoro, a vari servizi quali, orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro, formazione individuale e tirocini extracurriculari finanziati, il tutto in linea con le esigenze del tessuto produttivo. Con il primo stanziamento regionale di 10 milioni di euro, si stima di finanziare BUL per oltre 3000 lavoratori; 2 milioni sono destinati all’erogazione di BUL rilasciati nell’area regionale “Ex- Merloni” e altri 2 milioni per l’area di crisi complessa di Terni e Narni. I beneficiari delle misure di politica attiva sono i CPI e le ATI composte da almeno un Organismo di formazione accreditato e almeno un’Agenzia per il Lavoro accreditata. L’avviso uscirà sul bollettino Ufficiale della Regione Umbria a metà luglio e i destinatari finali potranno aderire da settembre.

VIDEO L'omaggio per il lavoro svolto all'Itts Volta dalla preside Rita Coccia prossima al pensionamento

presentazioneRework3-2Sono stati implementati nuovi strumenti di riqualificazione del lavoratore, come la formazione individualizzata e i tirocini extracurriculari finanziati che sono un momento fondamentale, sia di contatto con le imprese che di arricchimento delle competenze professionali.  

“Stiamo lanciando ai lavoratori un segnale forte – ha concluso Fioroni -, per rendere evidente che la Regione comprende come la partita dell’occupazione è fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio, e va affrontata con modalità rinnovate, flessibili, e in grado di rispondere ad un deficit che da anni caratterizza la nostra economia. Dotiamo i lavoratori delle capacità richieste dal mercato, forniamo al mercato le competenze di cui hanno effettivamente bisogno. È questo il paradigma che permette di superare la crisi di oggi, in maniera solida e duratura”.

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