Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Regione e rimpasto di Giunta: nodi, rischi, trappole interne e le opportunità alternative di Fratelli d'Italia

Nodo sanità regionale:" Qualche nome pesante c'è ma sarebbe pronto ad uscire allo scoperto e ad impegnarsi in un eventuale bis del centrodestra, con o senza Tesei, ma certamente a trazione Fratelli d'Italia"

Mancano meno di due anni al ritorno alle urne per le elezioni regionali in Umbria. Un lasso di tempo ancora sufficiente per impartire un cambio di rotta decisivo per un settore dove la Giunta Tesei stenta a livello tecnico e a livello di immagine: ovvero la sanità pubblica regionale. Un tempo sufficiente anche per rafforzare invece certi risultati già positivi e apprezzati: il turismo, il rilancio dell'aeroporto, i progetti industriali del Pnnr, la riforma delle politiche del lavoro, le scelte strategiche per il made in Umbria e gli appalti imminenti per strade e infrastrutture. Mancano meno di due anni ma il rimpasto di Giunta - dopo il drammatico calo della Lega passata dal 40 al 9 per cento e il boom di fratelli d'italia (che veleggia intorno al 30 per cento) - siamo poi così sicuri che sia  necessario o che sia così fortemente voluto dalle parti in causa? Di certo è estremamente complicato e un pizzichino rischioso. Tutti i dati politici e quelli di sentimento popolare portano al taglio del manager veneto, prestato alla Politica, Luca Coletto. Per un taglio in dolore si confida - ancora oggi - in una nomina a livello nazionale, in quota Salvini, nell'ambito del Governo Meloni. Ma sono passati sei mesi e non è successo niente. Lo stesso Salvini non sarebbe intenzionato a perdere un assessore prima delle elezioni prossime dove spera di recuperare un po' di terreno puntando su un radicamento dei candidati in ambienti sanitari ed economici. La Lega può contare ancora oggi su un gruppo regionale che è maggioranza nella alleanza di centrodestra. Se viene meno l'appoggio dei leghisti si torna tutti a casa. Questo è lo scenario che aleggia intorno alla poltrona di Coletto.

Fratelli d'Italia è pronta a prendersi in mano la patata bollente della sanità? Ha un candidato del settore e allo stesso tempo fedelissimo all'asse Prisco-Zaffini? Qualche nome pesante c'è ma sarebbe pronto ad uscire allo scoperto e ad impegnarsi in un eventuale bis del centrodestra, con o senza Tesei, ma certamente a trazione Fratelli d'Italia. Mettere le mani nella sanità con meno di due anni a disposizione è semplicemente folle soprattutto per un politico non tecnico: vedi la consigliere regionale Pace. Cosa diversa se invece della sanità nel rimpasto si proponesse sviluppo economico e politiche del lavoro: sia la Pace che il nome forte esterno, ovvero Daniele Porena, potrebbero anche sporcarsi le mani in questo finale di mandato. Ma ci sono due non piccoli problemi: sia la Tesei che le associazioni di categoria (oltre che ambienti extraregionali relativi alla Conferenza Stato-Regioni) si fidano dell'assessore Michele Fioroni che è uno degli autori dei progetti premiati dal Pnnr e che un'assessore che gira molto nelle aziende e per le fiere internazionali per spingere lo sviluppo, digitale e basato sulla ricerca, e la realizzazioni di filiere delle micro-aziende di casa nostra per essere più robuste sui mercati internazionali. Tagliare lui tenendo Coletto non sarà facile da spiegare come rapporti e come voti.

Secondo problema: il senatore Zaffini, uomo forte dell'Umbria insieme a Prisco nel salotto di governo della Presidente Meloni, è un politico schietto e navigato a cui non sfugge che il mancato rimpasto in Giunta, mitigato da altre nomine di sub-governo, rappresenta un jolly da sfruttare in campagna elettorale: la destra uscirebbe indenne da certe critiche sul governo regionale e se il Governo Meloni sarà in salute e con consenso  ci sarebbero le condizioni per dettare una nuova agenda politica e anche candidature apicali. A destra c'è chi sogna un Romizi - seppur di Forza Italia - per un modello Perugia alla guida della Regione. Ecco dunque quanti e tali nodi, rischi e trappole interne stanno rallentando il rimpasto interno di Giunta. 

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