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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Politica

Contro-relazione di Bori: "Nessun posto in più: tolti da altri reparti. Difficile accedere a cure extra-Covid"

"Il nostro sistema sanitario regionale è sotto stress e sotto organico, a rischio di un collasso"

Bastone e carota. La contro-relazione in consiglio regionale del capogruppo Tommaso Bori sulla gestione del coronavirus - di risposta a quella della Presidente Tesei - inizia all'insegna di collaborazione, di richiamo all'unità dell'Umbria senza colori, ma poi colpisce duro su tutto il piano, persino su quell'ospedale da campo - che dovrebbe entrare in servizio a metà dicembre dopo ritardi e il cambio di un'azienda - finanziato dallo stesso governo Pd-5Stelle con un 1,5 milioni di euro (più altri 3 da Banca d'italia). Progetto in verità che non è mai piaciuto all'opposizione fin dalla sua presentazione.

“Necessario un cambio di marcia, dobbiamo lavorare insieme il più possibile, serve grande senso di responsabilità. In questa Aula non ci sono nemici ma avversari politici, il cui nemico comune è il virus. Chiediamo di riporre le tentazioni di fanatismi, dobbiamo capire che il nostro sistema sanitario regionale è sotto stress e sotto organico, a rischio di un collasso che non è distante nel tempo, perché non si sa se potrà reggere questa seconda ondata. Quindi NIENTE POLEMICHE POLITICHE, TROVIAMO POSIZIONI COMUNI".

Come detto dalla carota (istituzionale) al bastone è stato un attimo: "Dobbiamo sapere che siamo la prima regione con tasso di saturazione ben oltre il 30 per cento delle terapie intensive, noi siamo al 60 per cento. I posti covid non sono un ampliamento ma sono una riconversione, si tolgono posti letto ad altro e comunque il tasso di saturazione è molto alto. Il sistema di tracciamento e isolamenti è andato in tilt". 

E ancora: "Dobbiamo preoccuparci delle altre patologie: in questo momento è difficile accedere a diagnosi e cura, tutte le patologie croniche o ancora non diagnosticate non riescono ad accedere a una prima diagnosi o a un controllo di screening, visite di controllo. In tanti casi, penso alla salute mentale o alla riabilitazione, c’è un problema emergenziale. Il bilancio complessivo della salute degli umbri rischia di uscire con gravi danni dovuti all’emergenza e rischiamo di pagare il conto nel lungo periodo. Servono risposte per la gestione della RETE DI EMERGENZA-URGENZA". 

Bori chiede alla Giunta di fare una dura autocritica sull'ospedale da campo e dare corso ad un nuovo piano per salvare il salvabile: "La presidente rivendica l’OSPEDALE DA CAMPO, ma credo che dovremo fare autocritica: 4,5 milioni di euro si potevano riconvertire per rendere funzionali all’emergenza tante strutture e intanto l’ospedale ancora non c’è, bisognerà ragionarci. C’è necessità di misure urgenti, straordinarie e forse impopolari, le troppe attese rischiano di creare una crisi economica e sociale che si scaricherà sulle spalle dei più deboli. I sacrifici di cittadini e operatori sanitari rischiano di non bastare, serve un investimento, un potenziamento di organici, mezzi e strutture. Questa è la sfida che dobbiamo saper cogliere insieme”.  

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