Umbria come Lombardia rischio contagio, De Luca contrattacca: "Polverone della Regione utile a Salvini"

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle: "Gli unici che dovrebbero chiedere scusa sono questi soggetti della giunta regionale per il modo disastroso in cui è stata gestita la zona rossa di Giove"

Non c'è nessun caso. Nessun complotto contro l'Umbria da parte di qualche manina invibile. Il report della task-force sanitaria del Ministro Speranza, per la Fase 2, che vede l'Umbria nella stessa fascia di rischio della Lombardia - connubio sparato su tutti media nazionali - è stato strumentalizzato dalla Regione per scopi politici. Questi sì da condannare. Ne è convinto il capogruppo Thomas De Luca, unico esponente dei 5 Stelle in consiglio regionale, che va al contro-attacco: "Non c’è nessun caso nazionale, solo l’ennesimo gioco irresponsabile per fomentare odio e confusione nei cittadini umbri. Questo è il centrodestra. Zero soluzioni. Tanti teatrini. Gli unici che dovrebbero chiedere scusa sono questi soggetti della giunta regionale per il modo disastroso in cui è stata gestita la zona rossa di Giove. Se oggi l'Umbria è valutata come regione a rischio al pari di Lombardia e Molise la colpa è senz'altro di chi governa questa regione e ne dovrà rispondere di fronte alle imprese, soprattutto del turismo e al tessuto economico che ne subirà i danni".

L'esponente penta-stellato spiega anche il tanto discusso indice utilizzato per redigere il grado di pericolosità del contagio nei vari territori: "L'indice Rt non lo ha inventato di certo il governo, e non per fare un dispetto all'Umbria e fino a quando ci premiava andava tutto bene e non si capisce dove erano rintantati tutti gli scienziati che oggi dall'alto della loro laurea in tuttologia bullizzano i massimi organi tecnico-scientifici della nazione".

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Per De Luca la Regione avrebbe dovuto semplicemente spiegare che la situazione è sotto controllo e che nelle prossime rivelazioni questo indice si ridurrà drasticamente perché dopo Giove non si sono verificati nuovi focolai. E dietro la protesta di centrodestra e regione ci sarebbe una grande regia nazionale. Inutile dire che il nome è quello del numero uno della Lega, Matteo Salvini. "Si è preferito alzare un polverone, ignorare le parole inserite nel report del Ministero per aprire l'ennesimo fronte utile alla propaganda che Salvini impone ai governatori di regione anche a costo di danneggiare ulteriormente il tessuto economico della regione". Parola di Thomas De Luca.

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