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Accoglienza migranti, un appalto da 47 milioni in cerca di massima trasparenza. Dopo il "no", ora si riapre la partita

La battaglia del Movimento 5 Stelle di Perugia è arrivata fino al Ministero dell'Interno dopo il no della prefettura all'accesso agli atti. Il ricorso ha dato i suoi frutti. Ecco cosa cambia e cosa hanno deciso da Roma a proposito della posizione del prefetto

Per quale motivo non dobbiamo sapere, per filo e per segno, con la massima trasparenza, tutto l'iter (affidamento,pagamenti,ispezioni, sedi) dell'accoglienza a favore dei migranti salvati e approdati prima in Italia e poi in Umbria? Si tratta, carte alla mano, dell'investimento pubblico più imponente nella nostra regione effettuato nell'ultimo biennio: 47 milioni (in due anni) tramite gara nella provincia di Perugia. Vogliamo sapere, come per le strade e per ogni singolo soldo speso nelle consulenze dei comuni, dalla Prefettura come vengono utilizzati questi soldi, se tutto procede per il verso giusto (anche a tutela dei migranti) e le convenzioni. Tutto qua. Che c'è di male?

Eppure al momento neanche il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Perugia, avvocato Cristina Rosetti, ha potuto vedere questi atti. Nonostante sia deputata, per conto dei cittadini, a svolgere una opera di controllo del territorio. Non dimentichiamoci che il capoluogo umbro ospita da tempo una cospicua comunità di richiedenti asilo. E lo fa anche in una struttura comunale, l'Ostello di Ponte Felcino, che spetterebbe al mercato del turismo low cost. Insomma indagare, capire e riferire ai cittadini sono tutti suoi doveri e obblighi. Ma le carte, come lei ha denunciato più volte, non sono state fornite.

"A febbraio 2017 facemmo accesso atti - ha spiegato l'avvocato Cristina Rosetti - alla Prefettura di Perugia, al fine di avere gli atti di gara e le convenzioni stipulate dalla Prefettura con i soggetti aggiudicatari, la copia degli atti di liquidazione e pagamento delle prestazioni svolte in base alle convenzioni, gli atti di controllo ed eventuali atti di contestazione di inadempimenti e/o applicazione di penali, i bilanci degli aggiudicatari, l’indicazione delle strutture indicate negli atti di partecipazione alle gare dai soggetti partecipanti. Come fa l’Ostello di Ponte Felcino a figurare, ci chiedevamo, vista la convenzione con l’AIG, destinata ad altri scopi? E, chiedevamo altresì gli atti autorizzatori che permettono di superare il limite di capienza di talune strutture destinate all’accoglienza. Ebbene, il 23 febbraio 2017 ci arriva il diniego totale all’accesso a firma del Prefetto: nessun atto tra quelli richiesti sarebbe ostensibile a terzi".

Il motivo? "Con riferimento agli atti di controllo sull’attività dei soggetti aggiudicatari dei bandi, si tratterebbe addirittura di atti appartenenti alla “sfera privatistico/contrattuale”, per questo non fornibili a terzi" ha spiegato la Rosetti che però non si è data per vinta ed ha fatto ricorso. "Finalmente, a inizio settembre il Ministero dell’Interno chiarisce alla Prefettura che il diritto di accesso civico non può essere respinto tout court e stabilisce che anche gli atti ispettivi e di controllo devono essere resi ostensibili, salvo differimento, se vi sono possibilità che l’ostensione danneggi eventuali procedimento amministrativi in corso, ma il diniego totale non è ammesso!".

La Rosetti, mostrando le carte, ha ribadito che le parole del Ministero sono chiare: “Effettuata una rivalutazione delle condizioni che favoriscono la più ampia tutela del diritto alla conoscenza, si ritiene di accogliere favorevolmente la richiesta di riesame relativamente agli atti di liquidazione/pagamento”. A ciò di aggiunge, il diritto di accesso, differito, agli atti ispettivi e di controllo. La Prefettura dovrà comunicare il termine del differimento, se c’è un effettivo problema di danno ad eventuali procedimenti in atto, ma non in maniera totalmente discrezionale. Per il M5S l’accoglienza è un dovere, ma le risorse devono avere la giusta destinazione: "Chiediamo esplicitamente alla Prefettura di pubblicare tutti gli atti inerenti le nuove convenzioni, che devono essere resi pubblici e conoscibili e non demorderemo finché tutti i legittimi quesiti posti non saranno chiariti". La palla passa alla Prefettura.

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