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Zona Bellocchio, il Pd di Perugia mette nel mirino sindaco e associazioni

Il consigliere Mori contesta l'ordinanza per la chiusura dei garage interrati del condominio e attacca "le associazioni non genuine nate solo per qualche foto sui giornali"

Qui zona Bellocchio, una delle più calde di Perugia. Qualcosa si muove. “Il sindaco Romizi nei giorni scorsi con una ordinanza urgente ha inibito l’uso dei garage siti al piano -2 e -3 del super condominio Bellocchio”. Sono off limits. Chiusi per i lavori che li faranno tornare vivibili. Ma qualcosa è saltato al naso del Pd del Comune di Perugia e scatta la polemica. Stavolta scrive il consigliere Emanuela Mori: “L’ordinanza, dietro la maschera del ripristino degli impianti anti-incendio e della pulizia degli spazi, rischia di configurarsi come un blando placebo volto a spostare il problema delle persone senza fissa dimora che hanno eletto a domicilio improvvisato gli anfratti della struttura in oggetto. Se è chiaro che nei giorni in cui ha validità l’ordinanza nessuno potrà avere accesso all’area, salvo ovviamente chi dovrà sistemare la zona, non è altrettanto chiaro su come il sindaco si impegnerà affinché le situazioni di degrado evidenziate non tornino a ripresentarsi in maniera così virulenta”.

E ancora: “Si rischia in questo modo di procedere per slogan e per spot momentanei che possono servire solo alla sterile prosecuzione di una campagna elettorale permanente, ma che non portano a soluzioni durature del problema e che, anzi, paradossalmente potrebbero spostare i problemi evidenziati in altri parcheggi interrati e garage della zona scatenando un effetto contagio che sarebbe opportuno scongiurare con interventi alla radice”.

Insomma, prosegue la Mori, “spero che il Comune, attraverso l’impiego della polizia municipale e il raccordo con le varie forze di polizia possa monitorare in maniera continua e costante l’area anche dopo i sessanta giorni di validità altrimenti il rischio è quello di trasformare lo strumento delle ordinanze urgenti per l’incolumità pubblica in sterili grida manzoniane. Il miglioramento della qualità della vita dei residenti passa indissolubilmente attraverso la riconquista degli spazi piuttosto che attraverso l’innalzamento di barriere, divieti e sensi unici che rischiano di rendere ancora più asfittica la situazione”.

Di più. E nel mirino democratico finiscono le associazioni che oggi operano nella zona: “Bene ha fatto il segretario regionale della Cgil Sgalla a ricordare la funzione di presidio esercitato dal sindacato, che, in questi anni ha cercato di fare da argine al degrado dell’area e ha portato i residenti ad importanti momenti di confronto come l’assemblea tenutasi l’anno scorso presso i locali stessi della Cgil. Proprio in quest’ottica – conclude Mori - credo che forme di associazionismo genuine, e non improvvisate al momento per ottenere qualche foto sui giornali, che possano dare vita a iniziative continue e costanti nell’area porterebbero a sviluppare una presenza “di qualità” nell’area Bellocchio-stazione a tutto svantaggio di chi utilizza la zona per delinquere”.

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