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Focolaio Covid alla Muzi Betti, scatta l'interpellanza di Fdl: "Si deve fare chiarezza"

Il capogruppo Fdl Lignani Marchesani: "Coinvolgere il consiglio per individuare lo strumento giusto ad approfondire che cosa è successo alle Opere Pie Muzi Betti". Bacchetta: L’audizione in commissione è opportuna e con trasparenza ci farà capire cosa il Cda ha fatto"

Il caso del focolaio Covid alla residenza sanitaria Muzi Betti di Città di Castello è stato al centro di un’interpellanza di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, su impulso del capogruppo Andrea Lignani Marchesani. Mentre domani, giovedì 28 gennaio, si riunirà la commissione Servizi del comune per ascoltare i vertici della Casa di riposo.

Il capogruppo di Fdl ha spiegato che “La mia intenzione è coinvolgere il consiglio per individuare lo strumento giusto ad approfondire che cosa è successo alle Opere Pie Muzi Betti. Non credo che sia giusto bypassare questo documento e aver convocato un’audizione della Commissione Servizi”.

Cosa è successo in questi giorni? Si chiede Marchesini, che ora auspica venga fatta chiarezza: “Non basta il Cda della Muzi Betti ma dobbiamo ascoltare tutte le parti e vedere anche le cartelle. Non voglio che la commissione diventi un Tribunale ma fare stare tranquilla la comunità facendo chiarezza”.

 In tutta risposta il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, ha replicato quanto sia difficile risalire al motivo del contagio ma che l’audizione in commissione “è opportuna, e con trasparenza ci farà capire cosa il Cda ha fatto”.  Il consigliere del Gruppo Misto Marcello Rigucci ha parlato, invece, “della spoliazione della ASL degli infermieri migliori di Muzi Betti. Se il personale fosse stato mantenuto con un grado di esperienza alto, forse non si sarebbe verificato”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di “un’interpellanza non inquisitoria ma politica”, Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, si è detta colpita dalla “tragicità della vicenda”. Lignani chiedeva che il consiglio si esprimesse su quale fosse lo strumento più idoneo”. Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “La problematica non è di chi è la colpa tra chi lavora lì dentro come una missione ma quali problemi hanno riguardato i protocolli. Non sono stati rispettati, non sono adeguati? Dobbiamo andare in Commissione ma non quella di Procelli e neanche Controllo e Garanzia, ma una commissione d’inchiesta. È questo lo strumento, altrimenti sarebbe uno sminuire. Che siano anziane le vittime non cambia la sostanza”. Di tutt’altro parere il consigliere Dem Luciano Tavernelli, che invece ha replicato come sia “pretestuosa la commissione speciale”

Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici, ha spiegato come ritenga inutile la commissione d’inchiesta e quella Controllo e Garanzia, bene la commissione Servizi per capire da chi ha responsabilità come è avvenuta un’evoluzione così rapida e cosa si è fatto per contrastare il contagio”.

“Ha senso raccogliere firme per una commissione condivisa, ne bastavano poche ma volevo che fosse individuato uno spazio condiviso. Io chiedo a Procelli di non fermarsi all’audizione del Cda ma allargarle anche ad altri parte in causa in seduta riservata”, ha replicato Lignani.

A chiusura del dibattito il dindaco Bacchetta si è detto favorevole a fare una commissione Servizi e che sia allargata ad esempio, ad ASL: "Sono convinto che si è lavorato con il massimo scrupolo e seriamente. Bene la commissione, gli operatori essendo giovani non sembra che abbiano avuto conseguenze particolari, per gli ospiti il decorso è più complesso perché hanno fragilità pregresse importanti. Queste persone molto anziane sono le prime che devono avere i vaccini e sono stati fatti. Questa è l’unica soluzione, tutto il resto non è risolutivo”.

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