Elezioni a Perugia, CasaPound presenta la lista: "Ribecco candidato sindaco, ridiamo slancio alla città"

CasaPound corre da sola per le elezioni comunali a Perugia e schiera Antonio Ribecco come candidato sindaco

"Il nostro programma non è un libro dei sogni come la gran parte degli schieramenti è abituato a fare , ma un insieme di misure studiate per essere applicabili e ridare slancio alla nostra città". CasaPound corre da sola per le elezioni comunali a Perugia e schiera Antonio Ribecco come candidato sindaco, più la lista degli aspiranti consiglieri comunali

Il programma di CasaPound parte "dal un sostegno alle piccole imprese che hanno sempre più difficoltà di accesso al credito. Facendo tornare vive le piccole aziende, le botteghe artigiane e negozi che abbiano un richiamo identitario locale, riusciremo a ritrovare vita nei quartieri e riusciremo a riallacciare quel tessuto economico e sociale da sempre deterrente contro delinquenza e microcriminalità, ma soprattutto riusciremo a ridare unicità al commercio del centro storico che oggi vede la presenza quasi esclusiva di franchising e marchi collegati a multinazionali". Poi la questione "sicurezza che prevede l'attuazione di leggi nazionali già esistenti applicabili dai comuni" al sostegno alla natalità, con "il Comune che può intervenire dando un sostegno diretto alle famiglie italiane, con almeno uno dei genitori di nazionalità italiana, di 250 euro al mese fino al primo anno di età e se a fine anno risulta esserci un accumulo di credito, esso potrà essere speso per gli asili comunali o convenzionati" e altri auti alle famiglie con disabili e alle fasce più deboli.

Altro capito, le frazioni, che per CasaPound "devono poi tornare centrali e per questo crediamo sia necessaria la creazione di una consulta delle frazioni, con un vero e proprio consiglo  frazionale eletto, fatto di mero volontariato che può far tornare vicino i territori all'amministrazione, dando un carattere di organicità anche negli interventi". Spazio anche alla candidatura di Perugia a patrimonio dell'Unesco e "l'uscita dai progetti Sprar per ristabilire una netta posizione nei confronti di tutte quelle cooperative che lucrano sul business dell'accoglienza e per far ripartire l'economia cittadina".

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