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E' scontro nel Pd, Bori: "Oltre 3mila iscritti hanno votato". Presciutti: "Siete dei Re Mida all'incontrario"

L'analisi ufficiale dei vincitori del congresso del partito maggiore di opposizione e la brusca replica degli sconfitti che non si sentono sconfitti

"Un congresso farsa fatto su misura per eleggere alcuni, votato da pochi iscritti e con interi territori che si sono rifiutati di mettere in piede un congresso di sezione". E' questa l'accusa pesante lanciata da Rebotti (sindaco di Narni),  Massimiliano Presciutti (sindaco di Gualdo Tadino) e da nomi importanti del Pd perugino e umbro: Silvia Tiberti Narni, Paolo Polinori Perugia, Benedetta Baiocco Montecastrilli, Maria Laura Sebastianelli Castiglione del Lago Claudio Quaglia Perugia, Emanuela Vici Foligno, Pietro Lambrenghi Norcia, Andrea Cernicchi Perugia, Italo Federici Terni, Luciano Recchioni Gualdo Tadino, Andrea Schoen Foligno, Vincenzo Scorza Perugia, Ivana Bouché San Gemini, Giacomo Bonini Baldini Bevagna, Nicola Mariuccini Perugia, Mauro Rovinati Cannara, Marko Hromis Perugia, Ubaldo Casoli Gubbio, Donatello Tinti Nocera Umbra, Marcello Moretti Perugia, Daniele Benedetti Spoleto. 

Questi gli sconfitti (al congresso) non si sentono sconfitti, perchè secondo loro non ha vinto nessuno nelle urne "magre" del Pd. Una spaccatura forte, fortissima e mai vista nell'ex partitone dell'Umbria. L'opposizione è una lunga attraversata nel deserto dove non ci sono benefit, consigli di amministrazioni, candidatura facili da elargire in nome dell'unità. E quindi la spaccatura, rispetto al passato, è complicata da sanare.

Ma se gli sconfitti che non si sentono sconfitti gridano allo scandalo, i vincitori del congresso del Pd si sentono legittimamente vincitori, sono soddisfatti e dicono di dormire sonni tranquilli consapevoli che comunque il rilancio sarà duro. Il bicchiere è mezzo pieno per quanto riguarda gli iscritti al voto: "Oltre 3000 iscritti sono ritornati nelle sedi dei propri circoli, riaperti dopo mesi di chiusura, grazie all'impegno dei tanti volontari, che, nonostante le difficoltà e la complessità del momento, si sono adoperati per svolgere un congresso in piena sicurezza. Quasi l'80% degli aventi diritto, ovvero di coloro che hanno rinnovato la tessera nel 2020, e oltre il 50% degli iscritti 2019, ha partecipato attivamente al congresso. Un dato comunque positivo, date le circostanze che si sono venute a determinare in seguito all'emergenza sanitaria, e comunque superiore a quello ottenuto in occasione dell'ultimo congresso in cui sono stati consultati gli iscritti". Come è cambiato il mondo: 3mila voti una volta si tiravano su a Giano dell'Umbria alle primarie. Ora diventano un risultato importante a livello regionale. 

Il segretario regionale Bori, insieme ai nuovi amministratori Camilla Laureti, Fabrizio Bellini sono consapevoli che il Pd "è, ad oggi, una comunità ridotta" e che l'obiettivo è quello di "aprirla, con coraggio, ad energie nuove" ma respingono al mittente le accuse di personalismi e di scontri interni, errori da ascrivere  alle passate gestioni. "Consapevoli della necessità di ripartire, innanzitutto, dalle idee e dalle proposte per il rilancio della nostra comunità politica, sentiamo l'urgenza di lanciare quanto prima due appuntamenti: la conferenza programmatica, sul modello proposto dal Segretario nazionale Enrico Letta delle Agorà, e la conferenza di riorganizzazione e comunicazione che rappresentino il primo passo verso un nuovo modello di partito".

La replica del sindaco di Gualdo Tadino, Presciutti, che ha mantenuto la promessa di rinnovare la tessera del Pd è lapidaria: "Qualcuno oggi canta vittoria dopo aver celebrato un congresso farsa che è riuscito a coinvolgere a malapena  la metà risicata degli iscritti 2019, molti dei quali hanno votato scheda bianca o nulla. Chi era convinto di aver costruito una gioiosa macchina da guerra in grado di passare sopra tutto e tutti ha avuto un brusco risveglio, chi invocava una risposta degli iscritti l’ha avuta e di che tinta e dovrebbe prenderne atto.L’arroganza e la prepotenza non pagano mai e anche stavolta chi pensava di essere incoronato è rimasto a malapena col suo gruppetto di fedelissimi peraltro sempre più esiguo". Un Pd dunque spaccato, all'opposizione nei maggiori comuni dell'Umbria, chiamato però a risalire in fretta. Una bella sfida per Bori e compagni che comunque hanno il diritto loro di far navigare la barca Pd.

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