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Caso Calabrese, Aventino Pd in Comune: "Lunedì lo vogliamo in consiglio"

La maggioranza di Palazzo dei Priori "blinda" l'assessore, il consigliere regionale Ncd Monni "maltratta" l'ex giunta Boccali: "Siete stai fermi a osservare Perugia divorata da criminali e balordi"

Un’intervista, un miracolo (più mezzo). Francesco Calabrese, l’ancora assessore alle Infrastutture del Comune di Perugia è riuscito là dove molti – anzi, moltissimi  - hanno fallito: con una manciata di frasi ha fatto ritornare alla ribalta  Wladimiro Boccali e ha ricompattato il Pd di Perugia. Miracolo uno.
 

Il mezzo lo ha fatto per sé e per il sindaco, sedando le dispute varie ed eventuali che a fasi alterne sconquassano la maggioranza di Palazzo dei Priori. E facendo serrare i ranghi a consiglieri e capigruppo. Tutti uniti per difenderlo, in pratica. Arriva così alle redazioni la nota congiunta dei capigruppo Massimo Perari (Forza Italia), Michelangelo Felicioni (Lega Nord), Emanuele Scarponi (Nuovo Centrodestra), Otello Numerini (Progetto Perugia), Stefano Mignini (Fratelli d’Italia), Angela Leonardi (Crea Perugia),  Sergio De Vincenzi e Lorena Pittola (Gruppo Misto): “L’Assessore Calabrese ha solo posto degli interrogativi e il suo intervento è stato evidentemente strumentalizzato”.

E ancora: “Nessuno ha inteso mettere in discussione l’onestà dell’ex sindaco Boccali e della sua giunta ma semplicemente aprire una discussione profonda sul tema della sicurezza”. Dall’altro lato della barricata hanno qualche colpa. “Il centrosinistra però ha preferito prendere la palla al balzo e piegare quelle parole a suo piacimento per sollevare un polverone”sul nulla, nella speranza di nuocere a questa maggioranza. Quello che resta dopo le polemiche è sempre la verità e la verità anche se scomoda per l’opposizione è che i risultati del lavoro di questa amministrazione sul tema della sicurezza, e non solo,  iniziano a vedersi. Lo si registra con il calo dei reati, con l’oggettiva percezione del calo degli spacciatori nel centro storico, come affermato anche dal sottosegretario Bocci. Certo la strada è ancora lunga e c’è ancora molto da fare, ma è chiaro che l’atteggiamento della minoranza è teso soltanto a distogliere l’attenzione da questi primi importanti risultati, ottenuti in pochi mesi dall’amministrazione Romizi. Il merito è anche dei perugini che hanno deciso di riprendersi la città e per farlo hanno scelto di dare mandato a questa amministrazione”.

Infine “quello che sorprende è la presa di posizione dei massimi livelli istituzionali che dovrebbero ricordarsi l’esito della relazione della Commissione Regionale Antimafia e delle inchieste della magistratura come “Apogeo” e “Quarto Passo” e non da ultimo il coinvolgimento di figure di primissimo piano in indagini e processi con gravissime ipotesi di reato”.

E chiudono con Roberto Saviano: “L'Umbria è una terra meravigliosa di tradizione e cultura, eppure negare la presenza delle organizzazioni criminali in territori che ci appaiono bellissimi è una pratica nefasta’. Qualcuno vorrà chiedere le sue dimissioni?”.

Stessa musica, interprete diverso: il consigliere regionale Massimo Monni. Il concerto pro Calabrese continua così: “Lascia senza parole la pioggia di interventi da parte del centrosinistra. Ma vorrei evitare di soffermarmi sulla sterile critica nei confronti di chi in questi anni ha solo osservato Perugia mentre affondava inesorabilmente. Guardava la nostra città dall’alto, seduto in una stanza di palazzo dei Priori, mentre gli spacciatori, la malavita e sì, anche le organizzazioni di stampo mafioso, conquistavano giorno, dopo giorno la nostra città. Non mi si fraintenda, considero che i componenti dell’ex amministrazione siano gente onesta e sicuramente lontana da legami con la malavita. Ma è altrettanto vero che considero loro responsabili di un’incapacità amministrativa senza pari”.

E dato che questa manata in faccia alla fu giunta Boccali (più quelle prima) l’ha tirata, “mi vorrei soffermare su altro”. Ancora l’alfaniano Monni: “Mi vorrei soffermare sull’operato di chi in questi mesi ha lavorato giorno dopo giorno. Mi vorrei soffermare sul grande impegno di un giovane Sindaco che, non solo ci ha masso la faccia, come va tanto di moda dire in questi ultimi tempi, ma anche il cuore. Perché lui a differenza delle amministrazioni passate che sembravano mettere una barriera tra cittadino e istituzione, è sempre pronto ad ascoltare tutto e tutti. Si sta facendo più ora di quanto non si sia mai fatto in passato. E questo non perché siamo più bravi o più buoni, ma perché ci siamo presi delle responsabilità ben precise con i nostri cittadini che intendiamo portare avanti. Non abbiamo la bacchetta magica e non siamo di certo in grado di cambiare una città in soli otto mesi, ma a differenza del passato affrontiamo i problemi, li guardiamo in faccia ed evitiamo di nascondere tutto sotto il tappeto, sperando che il problema si risolva da solo. Chi è stato eletto e chi fa parte di questa giunta ha una marcia in più ed è semplicemente quella di vivere questa città con un amore e un’apprensione che in passato non sono state dimostrate”. La chiusa è tutta per gli “amici” del centrosinistra: “Vorrei ricordare che se questi comunicati servono alla loro campagna elettorale si sbagliano di grosso, perché il cittadino non è stupido e non dimentica”. Alè.

Gran finale con l’Aventino democratico in Comune. Il Pd prima diserta la commissione consiliare per protesta (salvo poi fare capolino da Prisco per l’ex mattatoio di via Palermo), poi invia una lettera in cui chiede che l’assessore Calabrese si confronti con il consiglio comunale. Un lunedì da leoni. O giù di lì. “Alla luce della gravità delle affermazioni – scrive il Pd  - , visti i numerosi e contrastanti interventi espressi successivamente dai vari livelli istituzionali, considerate le varie smentite e valutato il clima di tensione che si è venuto a creare, che non permette l’ordinario svolgimento delle attività consiliari e una tranquilla partecipazione dei consiglieri, riteniamo doveroso e opportuno riportare il confronto all’interno delle sedi opportune. Ritenendo che la disponibilità dell’assessore al confronto sia un atto dovuto, confidando nel fatto che sia da tutti ritenuto indispensabile che i lavori di commissioni e consiglio siano partecipati dai rappresentanti dei diversi gruppi consiliari, ma che venga riconosciuto che la nostra presenza non può prescindere, ad oggi, da un chiarimento serio ed esaustivo, auspichiamo di veder accolta la nostra legittima richiesta”.

Traduzione: Andrea, dai, porta Francesco in consiglio comunale.

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