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Basta degrado, la parola d'ordine per l'area “ex De Megni - Margaritelli” è riqualificazione: il progetto

I consiglieri del Pd Erika Borghesi e Alvaro Mirabassi hanno presentato un ordine del giorno per chiedere un interessamento attivo da parte dell’Amministrazione comunale per i progetti edilizi rimasti da tempo incompiuti

L'area “ex De Megni - Margaritelli”, nel quartiere di Ponte San Giovanni, sbarca in consiglio comunale grazie a un ordine del giorno presentato dai consiglieri del Pd Erika Borghesi e Alvaro Mirabassi. I due esponenti del Partito Democratico hanno chiesto un interessamento attivo da parte dell’Amministrazione comunale per i progetti edilizi rimasti da tempo incompiuti.

“L’operazione complessiva – spiegano Borghesi e Mirabassi - che ha riguardato tutta questa zona mirava al recupero di un’area industriale dismessa, attraverso la realizzazione di importanti azioni di trasformazione sia urbanistiche che dal punto di vista della viabilità. Per motivazioni differenti, però, i due progetti edilizi sono rimasti incompiuti e, con essi, anche la sistemazione delle aree di cantiere nonché la realizzazione di una nuova viabilità di collegamento di uno dei comparti con Via Adriatica.

Un progetto chiaro e valido è quindi, per i due consiglieri comunali, l'unica strada percorribile per evitare che l’area cada nel degrado. “Il progetto del centro multifunzionale – spiegano sempre borghesi e Mirabassi - relativo alla zona Ac.fi. 10/B, denominato Solaria, è stato certamente caratterizzato da scelte all’avanguardia volte alla massima sostenibilità ambientale e al risparmio energetico: si è trattato infatti del primo impianto di tri-generazione ad alta efficienza di quartiere in grado di produrre energia elettrica, termica e frigorifera, veicolate tramite rete di teleriscaldamento/raffreddamento per le oltre 350 utenze residenziali, oltre che commerciali e direzionali”.

Ma il progetto Solaria, nonostante le sovvenzioni della Peac, non è mai stato terminato. A destare preoccupazione è anche il secondo comparto urbanistico denominato zona Ac.fi. 10/A, rimasto paralizzato dopo la vicenda Apogeo. Vicenda che ha portato al sequestro dell'intera zona, poi dissequestrata nel 2012. Adesso, per i due esponenti del Pd, è giunto il momento di mettere mano alla zona con sopralluoghi e un piano efficiente. Gli edifici potrebbero essere utilizzati anche come uffici comunali e non solo. Infine, ma di certo non di minore importanza per Borghesi e Mirabassi è assolutamente indispensabile “ creare le condizioni per giungere nel più breve tempo possibile al compimento del progetto viario e quindi di fatto alla realizzazione del tratto di strada funzionale al raccordo del comparto A.c.f.i.10a con Via Adriatica”.

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