Umbria, riduzione costi della politica: approvata proposta di legge

Sì unanime dell'Aula del Consiglio regionale umbro alla proposta di legge che ridefinisce entità, procedure e controlli in merito alla spesa degli organi consiliari

Il Consiglio regionale dell'Umbria approva all'unanimità la proposta di legge dell'Ufficio di Presidenza, firmata da Brega, Stufara, Lignani Marchesani, Galanello, De Sio; che modifica e ridetermina la normativa relativa a entità, procedure e controlli della spesa degli organi consiliari.

L'atto è stato predisposto su quanto previsto dal decreto legge “174/2012” in materia di riduzione dei costi della politica delle Regioni e in linea con quanto stabilito dalle Conferenze dei presidenti di Regioni e Consigli. Quest'ultimo organismo aveva fissato i limiti massimi degli emolumenti degli organi consiliari e dei contributi ai gruppi prendendo come parametro le Regioni più virtuose (Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo).

Questi i capisaldi della proposta di legge.
 
GRUPPI CONSILIARI

CONTRIBUTI ATTIVITÀ- L'importo dei finanziamenti per l'attività politico-istituzionale dei gruppi consiliari è stabilito con atto dell'Ufficio di presidenza entro il limite fissato dalle due Conferenze regionali (Regione di riferimento l'Abruzzo): 5mila euro a consigliere, più una quota di 0,05 euro per abitante divisa per i 31 consiglieri. Dalla contribuzione sono esclusi i gruppi composti da un solo consigliere, salvo quelli che abbiano conseguito seggi in collegamento a liste provinciali di candidati alle elezioni. Esclusa in ogni caso la contribuzione a partiti o movimenti politici. A partire dal 1° gennaio 2013, saranno soppressi i gruppi consiliari costituiti sulla base del loro collegamento con le liste regionali.

PERSONALE- Per quanto riguarda il personale dei gruppi, anche in questo caso l'ammontare della spesa sarà stabilito dall'Ufficio di Presidenza prendendo a parametro il costo di una unità di personale di categoria D6 senza incarichi di posizione organizzativa, moltiplicato per il numero dei consiglieri. Questa norma sarà applicata a partire dalla prossima legislatura.

CONTROLLO E TRASPARENZA- Ciascun gruppo dovrà presentare (entro il 30 gennaio) un dettagliato rendiconto delle spese che sarà trasmesso per il controllo al Collegio dei revisori e alla Corte dei Conti. Si prevede la decadenza dal diritto all'erogazione e la restituzione delle somme percepite, in caso di irregolarità segnalate dalla Corte dei Conti. I rendiconti di spesa, e le delibere di controllo della Corte dei Conti saranno pubblicati nel sito web istituzionale. I dati relativi ai contributi erogati saranno inoltre resi disponibili in via telematica alla Corte dei Conti, al Ministero dell'Economia e Finanze e alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici.

EMOLUMENTI DEI CONSIGLIERI

INDENNITÀ E RIMBORSO SPESE- Ai presidenti di Giunta regionale e ai consiglieri spetta un'indennità di carica e una eventuale indennità di funzione. L'importo degli emolumenti di presidenti di Giunta e Consiglio, consiglieri e assessori (indennità e rimborso spese) sarà fissato con atto dell'Ufficio di Presidenza entro i limiti fissati dalle due Conferenze delle Regioni: 13mila 800 euro lordi per i presidenti (Regione di riferimento l'Umbria); 11mila 100 euro lordi per i consiglieri (Regione di riferimento l'Emilia Romagna). Si riconferma il divieto di cumulo di indennità ed emolumenti, come pure la gratuità della partecipazione alle sedute degli organi istituzionali. Per i consiglieri, l'importo della quota di rimborso spese per l'esercizio del mandato è correlata alla effettiva partecipazione ai lavori del Consiglio regionale e degli organismi istituzionali.

VITALIZI- E' inserita la norma con cui si stabilisce che è escluso dalla erogazione il titolare di assegno vitalizio, o di assegno di reversibilità, condannato in via definitiva per reati contro la Pubblica amministrazione che comportino l'interdizione dai pubblici uffici. Il provvedimento sarà di durata pari al periodo dell'interdizione.

PARTECIPATE- Nella proposta di legge vengono, infine, stabiliti il compenso massimo per gli amministratori delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dalla Regione, e il trattamento economico annuo di chi ha rapporti di lavoro dipendente o autonomo con la Regione. In entrambi i casi l'importo non dovrà superare il trattamento economico del presidente della Giunta regionale.

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