Duplice omicidio, quel decreto di pignoramento della casa e la paura di perdere i figli

Ecco perchè Maurilio Palmerini, 58 anni di Castiglione del Lago, da perfetto padre di famiglia con zero precedenti per violenza, si è trasformato nel killer dei suoi due figli

Un decreto di pignoramento, tenuto nascosto nella sua auto, nella speranza che nessuno lo vedesse in famiglia. Una famiglia - residente a Vaiano, frazione di Castiglione del Lago - che era già sprofondata nell'inferno quotidiano di chi non ha lavoro, di chi non può neanche fare la spesa, di chi è costretto a 58 anni a fare lavoretti una volta ogni tanto per ricevere piccole elemosine. 

Rischiare di perdere la casa, magari non subito, era troppo per il cuore e la mente di un 58enne perbene come lo era Maurilio Palmerini. Perdere la casa voleva dire perdere anche la famiglia: i bimbi - Hubert e Giulia - o affidati ad un'altra famiglia o portati via dalla moglie Caterina nel suo Paese natale, la Polonia. In questi anni di miseria totale per Maurilio c'erano rimasti solo due punti fissi: la famiglia - accompagnava e riprendeva i figli alla fermata dell'autobus scolastico - e quella casa, l'ultimo rifugio, l'ultima speranza per avere un posto dignitoso nel mondo. 

Negli ultimi mesi non si vedeva nemmeno più passeggiare in paese e la malattia - la depressione - se lo stava mangiando vivo: rifiutava il cibo, quasi sempre taciturno, annebbiato da problemi che non poteva risolvere senza un lavoro vero, stabile. Quel decreto di pignoramento e la paura di perdere la famiglia hanno trasformato una persona perbene in un padre killer. Maurilio il 30 gennaio ha deciso che non aveva più senso la sua vita, quella della moglie (che si salverà per miracolo) e dei due figli. E così con un coltello che usava in campagna è entrato nella camera del figlio maggiore e con un fendente al collo lo ha ucciso. Il 13enne stava ancora dormendo. Poi è andato dalla figlia che stava guardando la Tv e sempre con un colpo solo ha tolto dal mondo anche lei. 

Infine ci ha provato con la moglie ma è riuscita a fuggire seppur ferita tra la guancia destra e il collo. Maurilio ha rispettato fino alla fine quel suo disegno disperato: non si è tirato indietro quando a morire toccava a lui. Nonostante vicini e carabinieri abbiano provato a farlo desistere, lui si è gettato in quel pozzo profondo 20 metri. E' morto tra atroci sofferenze: ferito e annegato. Ma la verita è che Maurilio in quel pozzo ci era già morto molti anni fa. Un pozzo profondo scavato dalla povertà, dalla mancanza di sussidi, dalla mancanza di lavoro e dal male oscuro che oggi si chiama depressione. 

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