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Cronaca

Badante muore in un incidente stradale in Umbria, risarcite anche le sorelle che vivono in Romania

Secondo i giudici la lontananza geografica non eslude "il rapporto di reciproco affetto e solidarietà"

La sorella fa la badante in Umbria e muore in un incidente stradale, secondo la giustizia civile il risarcimento spetta anche alle due sorelle rimaste in Romania.

I giudici della sezione civile della Corte d’appello di Perugia hanno riformato, accogliendo la domanda dei parenti, una sentenza di primo grado che aveva escluso due sorelle dal diritto al risarcimento per danno parentale a seguito del decesso di una terza sorella che lavorava in Umbria. Secondo il giudice di primo grado il fatto che le due donne risiedessero in Romania non provava “l’esistenza di rapporti di reciproco affetto e solidarietà”.

Per i giudici di appello, invece, “in assenza di elementi probatori in base ai quali si possa ritenere che i congiunti siano tra loro indifferenti o in odio, la mera lontananza geografica non esclude la sussistenza di un rapporto affettivo, presumibile solo sulla base dello stretto rapporto parentale, incidendo la distanza sull’ampiezza del quantum di risarcimento, insieme alle altre circostanze del caso concreto”.

Seguendo l’orientamento della Corte di Cassazione, i giudici della Corte di appello hanno riconosciuto “la sussistenza del diritto al risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale alle sorelle di una persona deceduta in Italia in occasione di un sinistro stradale, considerando la circostanza che le stesse vivessero in Romania e in luoghi diversi e distanti tra loro di per sé non sufficiente ad escludere il rapporto di reciproco affetto e solidarietà con la familiare defunta”.

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