Domenica, 14 Luglio 2024
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Università per stranieri, taglio del nastro al Centro per il turismo letterario

Tra i progetti del prossimo futuro un trekking sui luoghi di Dante

É nato oggi un nuovo strumento scientifico al servizio della promozione territoriale: Tule, il Centro per il turismo letterario.

Promosso dall’Università per Stranieri di Perugia, questo organismo di studio, ricerca e promozione su turismo e parchi letterari ha debuttato con l’organizzazione di un seminario di studi (svoltosi ieri) e un convegno internazionale a Palazzo Gallenga.

Per l’Italia e il movimento dei parchi letterari (che sono ben 33 sui 37 esistenti nel mondo) sarà l’occasione per promuovere il proprio modello operativo e al tempo stesso per confrontarsi con quelli degli altri paesi europei, mentre gli studiosi di Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera e Germania metteranno le loro esperienze (prevalentemente legate ai musei letterari) a confronto con le nostre. In Italia al momento sono circa 80 i Comuni coinvolti nel movimento dei parchi legati alla nostra produzione letteraria, e fuori dall’Italia costituisce una realtà di spicco la Norvegia, che ne ospita tre, mentre in Francia se ne sta costituendo uno e un altro è allo studio in Belgio.

Hanno portato il loro saluto al convegno odierno il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, il presidente dei parchi letterari, Stanislao de Marsanich, ed Ezio Menchi, vicepresidente di Uniser Pistoia, organismo che si dedica a ricerca, innovazione e alta formazione e che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ateneo di Palazzo Gallenga per sostenere le attività del Centro Tule.

Gli eventi di ieri e di oggi costituiscono la prima, importante tappa di un percorso che porterà Tule ad organizzare in primavera un convegno sui turismi danteschi, che ha in programma di lanciare il primo progetto di trekking dedicato al sommo poeta, il quale avrà l’Umbria come protagonista, in un percorso che si snoderà tra Gubbio e Foligno, toccando anche Assisi e la stessa Perugia.

Nell’anno precedente l’inizio della pandemia i 33 parchi letterari italiani avevano coinvolto circa 800.000 persone, tra visitatori e residenti, anche attraverso l’organizzazione di circa 500 manifestazioni, tra passeggiate letterarie, presentazioni di libri e molto altro. La regione che ha più parchi letterari è la Basilicata, a quota 6, seguita dall’Abruzzo con 4 e dal Lazio, dalla Sicilia e dalla Lombardia con 3, dalla Toscana e dalla Sardegna con 2 e da Calabria, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Veneto, Molise e Piemonte con uno ciascuno.

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