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Umbria, l'asse Pd-5Stelle: "Dalla Tesei solo promesse e 'faremo'..." Fora: "Bene Morroni e Melasecche, male gestione fondi nazionali per la sanità"

De Luca e Bori guidano il fronte critico dopo la relazione della presidente sul programma di governo: ambiente, sanità, bilancio e un'economia da rilanciare i temi 'caldi'. Meno politica e più realista la relazione del civico Andrea Fora

Opposizioni all'attacco della governatrice Donatella Tesei, che oggi (martedì 13 luglio) ha illustrato in Consiglio regionale la “Relazione sullo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale (anno 2020)”. Al suo intervento ha fatto seguito quello del portavoce delle opposizioni, Fabio Paparelli: “Abbiamo assistito anche oggi all’ennesima autocelebrazione della presidente Tesei - ha detto, il solito buttare la palla in tribuna, con annunci, promesse e tanti ‘faremo’, una realtà aumentata per tradurre in straordinaria un'azione che è ordinaria".

Una critica, quella rivolta all'operato della Giunta, che trova d'accordo Movimento 5Stelle e Partito Democratico. “Questa maggioranza ha affermato nel suo intervento il consigliere pentastellato Thomas De Luca - è interessata a mantenere rendite di posizione, a chiudere le opportunità di futuro dell’Umbria, ad alimentare un fondamentalismo ideologico reso evidente dalle parole sul ddl Zan. Intanto in Umbria le differenze crescono in modo vertiginoso e la differenza tra poveri e ricchi diventa sempre più larga. L’ascensore sociale si è rotto. L’assistenza, anche per patologie gravissime, è inadeguata. In molti ormai hanno come unico strumento per vivere il reddito di cittadinanza, in assenza di altre speranze ed altri strumenti. La povertà è diventata una condanna, un marchio di infamia. Il Pil regionale non ci rende la situazione effettiva di tutto il territorio: il Cratere e l’Umbria del sud continuano a non offrire le stesse opportunità e le stesse occasioni del resto della regione. Il tema del secolo sarà il come affrontare le contaminazioni ambientali, i cambiamenti climatici, la scarsità di acqua pulita. Tutto ciò mentre il risanamento è fermo. Questa consapevolezza nel programma di questa maggioranza non c’è. Serve un nuovo approccio nell’industria e nell’agricoltura”. 

Sulla stessa lunghezza d'onda Tommaso Bori, capogruppo regionale del Pd:  “Non state governando, ma solo facendo ordinaria amministrazione - ha detto il neo segretario umbro del Partito Democratico -. Fuori dal palazzo hanno già dato il giudizio su di voi e lo dimostra l’ultimo sondaggio, con il più grande calo di consensi rispetto all’anno scorso. Vi dovreste interrogare su come avete gestito l’emergenza e la campagna vaccinale. Lo sblocco dei licenziamenti in Umbria comporterà tra i 10 e i 30 mila cittadini senza lavoro. Il Pil crolla a due cifre. Qualunque tipo di recupero è un rimbalzo, non una ripresa. Il decremento demografico in Umbria per i prossimi 10 anni è enorme, si parla del 2 per cento. Dalle sue linee guida è scomparsa la sanità privata e il modello lombardo. In Umbria ci sono 65mila prestazioni sanitarie inevase, una enormità. L’enorme aumento della sanità privata in Umbria è dovuta a questo, basta non far funzionare la sanità pubblica. Non avete usato i fondi del Governo per potenziare la rete ospedaliera, ma avete generato un buco di bilancio enorme. I nostri concittadini stanno pagando un bilancio di salute enorme. Questa è la prima emergenza da affrontare. La salute non è un privilegio".

E ancora: "Con il Pnrr, insieme alla nuova programmazione europea - ha proseguito Bori -, l'Umbria ha l'opportunità di accedere a una quantità di risorse maggiore del piano Marshall. Noi ci saremmo aspettati un nuovo modello di sviluppo, sostenibile, con nuovo lavoro qualificato. Il vostro Pnrr è senza anima e senza visione. Non c’è progettualità per lo sviluppo vero e in contraddizione con quello che serve al nostro territorio. Avete portato avanti azioni spot, siete rassegnati al declino, l’obiettivo è la sopravvivenza e non il rilancio verso il futuro. La Garante dell’infanzia va rimossa dopo le dichiarazioni che ha fatto. Volete rendere questa regione sempre più periferica e isolata, portandola indietro. Lo combatteremo con proposte e idee, puntando sul progetto dell’Italia mediana. Dovete pensare un po' di più al futuro e meno al passato, lavorare per l'interesse globale e non particolare, interessarsi di quello che in Umbria è necessario e meno delle dinamiche di partito”.

Meno drastica la visione di Andrea Fora (Patto Civico), che riconosce "l'importante lavoro svolto dall’assessore Morroni nell’ambito della programmazione delle risorse comunitarie così come quello svolto dall’assessore Melasecche nell’ambito di trasporti. Rilevante la centralità recuperata sul tema delle infrastrutture. Vedo indicazioni per un cambio di marcia che prevede scelte nuove per questa regione". Anche lui però non risparmia critiche: "Non si capisce ancora bene come sono state usate le risorse nazionali per l'emergenza, visto che siamo fermi sul piano delle assunzioni e degli incentivi al personale. Tante cose sono state fatte e in alcuni casi si poteva fare meglio. Rispetto al livello del Pil, esso dimostra una tenuta che però va letta insieme al rapporto Caritas che registra un aumento del 25 percento della povertà assoluta: il 70 percento di questi non sono profughi, ma italiani, disoccupati, stagionali, lavoratori occasionali, cassintegrati che per la prima volta si trovano in reali difficoltà economiche".

Ecco quello che Fora rimprovera alla Giunta: "All’azione di governo manca una visione che si sostanzi con strategia in grado di invertire la rotta verso il declino di questa regione. Non è stata ancora data una risposta alla domanda di come costruire il futuro di questa regione. Non basta spendere soldi se non si raggiungono risultati. Sarebbe necessaria una seria riforma della Pa. Abbiamo una macchina amministrativa lenta e inefficiente. Il tema del rilancio dei borghi e dei territori non viene affrontato. Riscontro molta timidezza nel cambiamento e un'azione di governo a passi corti”. 

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