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Lo spettro di Gubbio ora incombe anche su Umbertide, Leonelli e Miccioni inchiodano l'ex sindaco: "La colpa è solo la tua"

"Il sindaco, che avrebbe dovuto considerare prioritaria la tenuta della maggioranza come accade in tutti i Comuni, ha fatto, per primo, delle istituzioni una camera di compensazione di tensioni tutte politiche e personali"

La rossa Umbertide è da 24 ore senza un'amministrazione comunale di centrosinistra. Non era mai capitato. Nove consiglieri si sono dimessi per far cadere soprattutto il sindaco Locchi. Una crisi tutta interna al Partito Democratico che subisce un ulteriore colpo al modello di buon governo ereditato come marchio di fabbrica dal Partito Comunista prima e dai Democratici dell'Umbria poi. La colpa di questa crisi, secondo i vertici del partito, porta una unica firma: quella del primo cittadino. Sia il segretario regionale Giacomo Leonelli che il neo eletto segretario provinciale Miccioni - molto piccati anche per le accuse lanciate da Locchi: "non hanno fatto niente per salvare la situazione" - lo hanno messo nero su bianco.

Cosi hanno riassunto la crisi di Umbertide: "Il sindaco, che avrebbe dovuto considerare prioritaria la tenuta della maggioranza come accade in tutti i Comuni, ha fatto, per primo, delle istituzioni una camera di compensazione di tensioni tutte politiche e personali, dapprima allontanando senza essersi confrontato con il partito due assessori eletti, quindi mostrando chiusura totale a possibili mediazioni, per poi tentare un recupero in extremis una volta presa coscienza del fatto che anche i consiglieri di opposizione erano pronti a rassegnare le dimissioni”.

I vertici del Pd avevano convocato Locchi a cui è stato chiesto ufficialmente di trovare una necessaria sintesi, quindi si è chiesto al sindaco di non produrre atti che avrebbero rischiato di compromettere irrimediabilmente il clima. Questo non è accaduto e con la revoca delle deleghe (nelle piene prerogative del sindaco ma facilmente foriera di contraccolpi importanti non essendo conseguente a difficoltà di carattere amministrativo) a due assessori per motivi squisitamente politici la crisi si è acuita. "Non accetteremo, allo stesso tempo, - hanno concluso Leonelli e Miccioni -  di farci carico delle conseguenze di atti come l’allontanamento di due assessori su quattro, la cui origine è stata prodotta da chi, come fa il piromane rispetto ai vigili del fuoco, oggi invoca il mancato o tardivo intervento dei livelli superiori del partito quando non ha avuto grosse remore a fare ciò che quegli stessi livelli superiori gli avevano detto espressamente di non fare".

Ora arriverà il commissario che traghetterà la città al voto nel 2018. Umbertide dista pochi chilometri da quella Gubbio dove fu sfiduciato il sindaco Pd Guerrini e il partito si è spaccato. Ed ora governa un centrosinistra senza il partito di Renzi. Lo spettro di questa sconfitta incombe ora su Umbertide. 

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