Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Il "Nodino di Perugia" prende forma e sostegno bipartisan: Anas e Regione al lavoro. Traffico: meno 30%

L'opera esaminata dall'asessore Melasecche e dal capogruppi di Patto Civico, Andrea Fora nel corso dell'ultimo question-time

Da oltre 20 anni si progetta, si discutte e si sogna quel nodo di Perugia che permetterebbe di allegerire il Raccordo e parte della E45 da un traffico diventato insostenibile, pericoloso e una chiara minaccia anche ambientale. Un sogno chiamato "nodo" per dire definitivamente basta alle code e alla sosta, ormai quotidiana, sotto le gallerie. Purtroppo però ad oggi, come appurato dalla Regione, non c'è al momento una reale possibilità di finanziamento e di costruzione. Congelato il Nodo, invece è sulla rampa di lancio - con tanto di via libera dall'Anas - il figlio minore ma che poi alla prova dei fatti tanto minorenne potrebbe non essere: ovvero il nodino di Perugia che riprende una parte dell'antico progetto più ampio realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Un punto di partenza per poi, se realizzato, spingere per arrivare a finanziare altri stralci del progetto originario del Nodo.  L'idea piace, è fattibile e sarebbe già a buon punto.

Fora Andrea-2E trova l'appoggio anche dell'opposizione, in primis il capogruppo del Patto Civico, Andrea Fora, che ha interrogato la giunta sui tempi: "La realizzazione del ‘nodino di Perugia’ sarebbe comunque fondamentale e sarebbe davvero importante se entro questa legislatura regionale si potesse realizzare il progetto e avviare, se non completarne del tutto l’esecuzione. Occorre tuttavia evitare il rischio che tutto si risolva con un progetto parziale.  La straordinaria opportunità dei finanziamenti Europei che potrebbero essere attivati per risolvere il problema del nodo di Perugia non può essere persa". Nella presa di posizione di Fora si intuiscono i tempi di realizzazione che non saranno imminenti. C'è chi ipotizza inaugurazione entro il 2023. Ma sono ipotesi. Intanto però l'assessore Melasecche, protagonista del rilancio del progetto seppur in toni minori del Nodo di Perugia, si è già portato avanti per la fase di progettazione e consulto con i territori interessati (Torgiano e Perugia).

melasecche-2"In questi giorni l’Anas - ha spiegato Melasecche - sta provvedendo a studi attraverso aerofotogrammetria. Abbiamo già dato luogo ad un incontro con i Sindaci di Perugia e di Torgiano ed appena concluse queste operazioni ci confronteremo di nuovo con loro e con le comunità locali. L’auspicio è che su questo non si verifichino divisioni politiche. Se riusciremo a far partire quest’opera in contemporanea con il contratto di programma che partirà da quest’anno, andremo a porre l’attenzione sulla progettazione del secondo stralcio per arrivare al ‘Silvestrini’ e a Corciano, alleggerendo il traffico che oggi rappresenta un problema ed un reale pericolo, oltre all’inquinamento per la città".

Con il cosidetto "nodino di Perugia" si riduce del 25 per cento il traffico nella tratta prevista, rispetto al traffico pesante arriva a circa il 30 per cento. Con i fondi Europei pimbati sull'Italia dopo la crisi da Covid il clima per le grandi opere sta cambiando. C'è maggiore fiducia anche per risolvere, seppur in parte, uno dei problemi maggiori per la provincia di Perugia. Lo stesso capogruppo Fora ha lanciato un appello a maggioranza e minoranza a non dividersi  "rispetto a questi interventi strategici per l’Umbria" dato che "la differenza la farà la tempistica per la realizzazione e la condivisione, attraverso la partecipazione, delle comunità del territorio interessato”.

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