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SICUREZZA Leonelli indica la via: "Collaborare con Romizi: non facciamo come loro"

Mano tesa al sindaco Romizi per collaborare per sconfiggere la criminalità insieme. Tutto questo per il bene di Perugia. Ecco il suo intervento: "Noi del Pd siamo e restiamo un partito di governo che vuole risolvere le questioni... questo è il nostro Dna"

Che il Pd sotto la guida di Giacomo Leonelli - renziano della prima ora - abbia rivoluzionato il vecchio modo di fare politica del partitone è ormai evidente. In maniera coraggiosa ha organizzato una Leopolda umbra - ribattezzata la Leonella - con 700 iscritti e molta società civile facendo parlare prima tutti i protagonisti senza tessera e solo dopo il Pd e persino il presidente Catiuscia Marini. Ma il segretario regionale ha voluto cambiare marcia anche sulla diatriba sicurezza a Perugia dopo il caso Calabrese.

Niente urla, richieste di dimissioni, ma invece una mano tesa al sindaco Romizi per collaborare per sconfiggere la criminalità insieme. Tutto questo per il bene di Perugia. Ecco il suo intervento dove non manca però di bacchettare il centrodestra dopo una campagna elettorale basata tutta sulla promessa di un ritorno ad un capoluogo sicuro e vivo come negli anni '60. "Al momento l'unico pugno duro della Giunta - scrive Leonelli - è stato dato contro accattoni, lavavetri e spingitori di carrello all’uscita dei supermarket...."

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di Giacomo Leonelli *segretario Pd Umbra

Il passepartout del centrodestra, il fattore che in larga parte ha determinato quel sentimento di ostilità della città nei confronti del Sindaco e della giunta uscente, consentendo di fatto a Romizi la vittoria al ballottaggio dello scorso Giugno, 15 giorni dopo che il Partito Democratico aveva sfiorato da solo il 50% alle Elezioni Europee.

Un passepartout cercato e voluto, sapientemente valorizzato ogni qual volta che un solerte locandina di un quotidiano locale lanciava titoli roboanti, o che qualche trasmissione televisiva (come dimenticarsi quella su La7 in piena campagna di ballottaggio), rappresentava la città come un mix di degrado, violenza, declino, e criminalità.

IL SEGRETARIO PD DI PERUGIA: NOI ALL'OPPOSIZIONE MA SENZA PREGIUDIZI

Un passepartout invocato, da chi agitando il motto in salsa umbra “Tolleranza zero” prometteva che grazie al Sindaco Romizi Perugia sarebbe tornata la tranquilla silenziosa città degli anni ’60. Un “pugno duro”, che però fin qui, poco altro sembra aver prodotto se non il provvedimento contro accattoni, lavavetri e spingitori di carrello all’uscita dei supermarket.

Oggi il PD deve scegliere tra due strade, preso atto che quella che da qualche parte si invoca (e cioè il silenzio penitente per 70 anni) sembra poco percorribile per un partito che comunque meno di un anno fa ha rappresentato più di un perugino su tre in quello amministrativo, triplicando i consensi rispetto a quello dell’attuale Sindaco:

-La prima è quella di aspettare tatticamente che tutte le contraddizioni emergano; che la città, sfogliando ogni mattina il quotidiano che riporta la consueta “spaccata” di una vetrina, si accorga dell’enorme difficoltà da parte del centrodestra di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale.

-La seconda è quella di un’assunzione di responsabilità: non tanto per ciò che è stato fatto o non fatto negli anni in cui il PD era alla guida della città; su questo gli elettori si sono espressi, e a poco servirebbe ricordare i dati di questura e prefettura che segnalano come una prima inversione di tendenza, per esempio rispetto alla droga, ci sia stata già nel 2013.

L’assunzione di responsabilità deve passare per la consapevolezza del ruolo del Partito Democratico. Oggi alla guida del Governo con Matteo Renzi, della Regione e della Provincia. Un partito che vuole fare la sua parte. Un partito che in un’ottica di condivisione di una progettualità ampia con il Sindaco Romizi, per il bene della città, potrebbe mettersi a disposizione senza invocare facili soluzioni, o peggio ancora, senza cadere nel tranello di chi ha pedissequamente strumentalizzato fatti di cronaca per un mero tornaconto elettorale.

Ovviamente io sono per la seconda strada.

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