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Salvini torna in Umbria, Potere al Popolo organizza presidio antifascista: "Oggi i rom. E domani?"

Doppio appuntamento per il Ministro: prima Spoleto, poi Terni. Gli orari

Il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, torna in Umbria con una doppia tappa per i ballottaggi delle elezioni amministrative 2018. Prima Spoleto, stasera alle 20.45 in piazza Garibaldi a sostegno del candidato a sindaco di centrodestra e civici, Umberto De Augustinis, poi a Terni, in piazza della Repubblica. 
"Nonostante i numerosi impegni istituzionali - spiegano il segretario regionale della Lega Virginio Caparvi e il segretario Lega Spoleto, Sandro Cretoni - il Ministro dell'Interno non farà mancare la sua presenza in occasione della volata per il ballottaggio di domenica 24 giugno che a Spoleto vedrà protagonista il candidato De Augustinis impegnato nella lotta contro improbabili alleanze da poco costituitesi solo per meri interessi di poltrone e posizioni politiche".

Ma Potere al Popolo non ci sta e organizza un "presidio antifascista" a Terni contro "il preoccupante atteggiamento reazionario assunto da tempo dai due partiti oggi alla guida del paese". L'appuntamento è in piazza Tacito, stasera, dalle 20 alle 22. 

Spiega Potere al Popolo: "La nuova amministrazione statale si dichiara votata al “cambiamento” ma si candida al contrario ad essere in perfetta continuità con le ricette di austerità e tagli alla spesa pubblica. Il famigerato “patto di stabilità” e la successiva modifica all'art. 81 della Costituzione, imposti al paese dall’Unione Europea hanno fatto crescere, anche a livello locale, condizioni sociali che fomentano odio e rancore in sempre più ampi settori popolari e di ceto medio che, in assenza di conflitto sociale generalizzato, trovano sfogo a livello elettorale in partiti reazionari, sovranisti e razzisti come quello capitanato da Matteo Salvini. Per questo motivo il governo Lega/M5S si appresta a trovare i capri espiatori a cui far pagare la propria incapacità di mantenere fede alle promesse sociali impossibili da attuare senza rompere i trattati dell’UE. Ieri i migranti. Oggi i Rom. E domani?"

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