Elezioni, Iacobelli (P. della Famiglia): "Reddito di maternità e una citta-famiglia per rilanciare le nascite"

Intervista al candidato sindaco del Popolo della Famiglia Salvatore Iacobelli sul programma elettorale per Perugia in vista delle elezioni comunali del 26 maggio.

Intervista al candidato sindaco del Popolo della Famiglia Salvatore Iacobelli sul programma elettorale per Perugia in vista delle elezioni comunali del 26 maggio.

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Popolo della Famiglia si batte da sempre per città a dimensione di famiglia: ci fa degli esempi pratici che possono essere adottati anche a Perugia?
La forma più immediata è quelle di una politica tributaria e delle addizionali che favorisca le famiglie, soprattutto quelle numerose e ne favorisca di nuove. Dobbiamo premiare il coraggio dei giovani che decidono di fare famiglia e progettano un futuro. Altre azioni da potenziare o da attivare immediatamente, saranno: convolgimento dell’associazionismo familiare, anche nel campo educativo scolastico con il permanente contrasto all’ideologia gender; revisione del modello orario del lavoro (ora prettamente maschile) e penalizza le donne in quanto madri; rivedere i piani tariffari in favore delle famiglie.

Nel vostro programma spicca anche il reddito di maternità: di cosa si tratta e quanto può incidere per un ritorno alla natalità?
Non è certamente il Reddito di maternità che abbiamo da poco depositato alla Camera dei Deputati come Progetto di Legge di iniziativa popolare e che vorremmo portare anche nelle politiche Europee, ma è possibile concentrare le limitate risorse di un Comune su forme di reddito, regolare e costante, fino ai primi anni di vita del figlio. A Perugia ogni anno c’è un saldo negativo fra nascite e decessi di più di 500 persone, è come spegnere un quartiere, una via con una decina di condomini, un intero borgo del centro storico. Dobbiamo arginare questo problema. Oggi nascono a Perugia solo poco più di 1000 bambini/anno, troppo pochi per rivitalizzare una città che sta morendo. Un Reddito di maternità a livello comunale è come un’opera pubblica di interesse strategico, il benessere ricadrà sull’intera città.
Prestito d’onore per la Costituzione di nuove imprese da parte di under 35, in che cosa consiste?
Vogliamo ridare energia alle imprese familiari, sono queste che aiutano l’economia reale ed il dovere del settore pubblico è quello di investire su tali progetti, sia nel campo turistico, sia nel settore dell’artigianato. Il Prestito d’onore è una forma di credito, a tasso agevolato, da stipulare con Istituti di Credito del territorio (non ci piacciono le grandi banche d’affari), con l’Ente pubblico che offrirà una ulteriore garanzia al creditore.

 Quali sono le emergenze da risolvere subito a Perugia? A parte la denatalità che consideriamo la madre di tutte le emergenze perché ha una dimensione nazionale e continentale, crediamo, come molti altri, che la sicurezza di certe zone della città e di interi quartieri debba essere affrontata con tempestività e non solo con il potenziamento della videosorveglianza. Vogliamo privilegiare il presidio: proponiamo di attivare i “Comitati popolari anti-spaccio”, un distretto comunitario fatto di cittadini residenti, formati ed addestrati a vigilare ed interloquire con le forze dell’ordine. Le forze di polizia locali, già sotto organico da anni, sarebbero contente di una compartecipazione al controllo del territorio.

Come Comune proporrete delle pene civiche per i reati di bullismo, teppismo o legati all’uso di alcol e di droghe: come e di che tipo?  
C’è già un codice penale ampio e consolidato, non c’è bisogno di esasperare pene che già esistono. Il contrasto al bullismo, come la lotta a qualsiasi dipendenza fanno parte della politica che auspichiamo anche per il Comune di Perugia. Il Sindaco, in qualità di principale responsabile della salute dei cittadini, ha la possibilità di emanare ordinanze che limitino, per esempio, la apertura e la dislocazione dei cosiddetti negozi cannabis-light, oltre che delle attività che promuovono scommesse e slot-machine. Questo per noi sarà una priorità. C’è una emergenza educativa in corso, generata da falsi miti di progresso di
radice sessantottina che ha felpatamente devastato la nostra società, solo ripartendo dalla famiglia possiamo cogliere un’opportunità che ci riguarda tutti.

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