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Tutti pazzi per il Frecciarossa? No, c'è chi dice no. La Tramontana: "Giocattolo per pochi: ecco perchè"

Da Terni a Perugia lo chiedono a gran voce. La Regione pronta a stringere un accordo con Trenitalia. Ma c'è chi dice no: "Vi spieghiamo perché non serve mentre dobbiamo puntare a migliorare la qualità del servizio ai tanti pendolari umbri"

Tra 24 ore la Regione insieme a Ferrovie dello Stato dovrebbero comunicare ulteriori passi avanti verso l'altavelocità agganciata anche in Umbria. Stiamo parlando di una partenza ed un ritorno di un frecciarossa in direzione Nord, Milano. Un collegamento che parta da Perugia verso le 5 con ritorno post-cena. Il frecciarossa è l'unico tematica che ha unito destra e sinistra in consiglio regionale e in gran parte della provincia di Perugia. Ma l'unanimità non è di questo mondo. Ed ecco che ritorno a soffiare la Tramontana su Perugia. O meglio dire ecco un altro no proveniente dal quotidiano online Tramontana Aria Nuova che fa capo ad una fiorente comunità di civici, progressisti, ambientalisti, democratici, professosori. Per loro, non nuovi alle battaglie pro-No, addirittura il Frecciarossa è una grande demagogia e con quei soldi previsti dalla Regione si poteva fare altro: migliorare il servizio di trasporto locale o in direzione Roma. 

Frecciarossa da Perugia, è fatta: accordo con Trenitalia. Ma la Cisl frena: "Meglio Foligno"

"La demagogia e la voglia di presentarsi alle elezioni - si legge nel sito la Tramontana - con un risultato purchessia hanno prodotto il pessimo risultato di vedere dirottata sul Frecciarossa una cifra pari a un milione e mezzo di euro. Questo è quello che la Regione, cioè i cittadini umbri, dovranno pagare per vedere partire il Frecciarossa da Perugia. Tutti pagheremo: ma chi di noi prenderà il Frecciarossa? Non i pendolari, che dal resto della Regione convergono su Perugia (o Terni o Foligno), con pochi treni, con orari assurdi, con vetture vecchie e sporche. Non i pendolari diretti soprattutto a Roma, che continueranno a subire treni in perenne ritardo, coincidenze perdute o dilatate di tre quarti d'ora. Nemmeno i pendolari diretti a Firenze, che vedranno il biglietto rincarare di una o due volte". Secondo i civici di sinistra l'Altavelocità così come prevista non porterà "nessun vantaggio nemmeno per gli operatori locali: "perché il Frecciarossa non potrà portare nemmeno un turista a Perugia: quale turista vorrà ripartire dalla nostra città alle cinque del mattino?" 

"Soffia" ancora la Tramontana (giornale): "Il Frecciarossa delle cinque per Milano servirà a poche persone, una piccola minoranza che sarà favorita dal nuovo mezzo a discapito della stragrande maggioranza dei pendolari e dei viaggiatori. Ma per questi pochi pagheremo tutti Per favorire questi pochi, continuerà di fatto l'isolamento ferroviario di Perugia e non ci saranno soldi per migliorare le ferrovie esitenti (vedi Fcu). Grazie alla demagogia e alla mancanza di prospettive dei nostri politici e amministratori". Una voce fuori dal coro che comunque merita rispetto e riflessioni.


 

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