Partito Democratico, i primi nomi e la lunga marcia verso il congresso. E' c'è chi chiede la tessera

Verini: "Il mio compito è di accompagnare il partito al congresso". Giubilei e altri fanno la tessera del Pd

“Ci sono molti sentieri che portano allo stesso posto”, recita un vecchio detto Apache. E il Partito Democratico dell'Umbria il posto in questione, adesso come adesso, è uno solo: il congresso regionale. Ogni tribù segue la sua strada per l'appuntamento che ancora balla. La data non c'è, ma i sentieri sono quelli di guerra. Qualche nome sussurrato dal vento delle grandi pianure per la corsa a segretario: il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, l'ex senatrice Valeria Cardinali e il candidato al consiglio regionale Andrea Vannini. Espressioni di altrettante tribù del popolo dem: i popolari, Orlando e il viceministo Ascani (fresca di fondazione di Energia democratica. E a proposito, tenterà il duello nazionale con Zingaretti?). Nulla di ufficiale, visto che il tempo del congresso ancora non è giunto. E ci sono altri nomi che il vento dell'est potrebbe portare con sé.

Nel frattempo l'unica data la mette sul tavolo il commissario Walter Verini: “Il 28 e 29 febbraio faremo la due giorni delle idee. E il 29 pomeriggio chiuderà il segretario nazionale Zingaretti. Ci saranno anche il presidente della Fondazione costituente del Pd Cuperlo e oltre 150 personalità espressione della società civile dell'Umbria”. Perché, mantra di Verini, “il partito va cambiato radicalmente” e va “aperto alla società civile”.

E in questa ottica, c'è una delle “buone notizie” di Verini: “In Umbria ci sono personalità che hanno chiesto di iscriversi al Pd. Hanno deciso di dare una mano al partito, mantenendo un profilo civico”. Elenco: “Giuliano Giubilei, candidato sindaco di Perugia, Camilla Laureti, candidata alle elezioni europee 2019, Costanza Spera, candidata nella lista Giubilei sindaco, Giorgia Azzarelli, candidata a Foligno in sostegno a Pizzoni”. Da Terni, invece, “Giuseppe Metastasio, Giuseppe Capponi, Luca Ferrotti”. E, promette Verini, “ce ne saranno altre”. Commissario-pensiero in breve: “Le blindature e le chiusure non aiutano a comunicare e a cambiare le cose. Questi sono segnali incoraggianti di un partito aperto”. E domani, proroga compresa, scadrà il termine per il tesseramento (fondamentale per il congresso). Stima 'nasometrica' di Verini: circa 4mila.

Altra data: 8 marzo. Elezioni suppletive per il seggio al Senato che fu di Donatella Tesei, ora presidente della Regione Umbria con sessanta comuni chiamati al voto. La coalizione è in cerca di un nome, visto che quello di Francesco De Rebotti, sindaco di Narni, è sfumato: “Per candidarsi avrebbe dovuto dimettersi, visto che Narni, dall'ultimo censimento, risulta essere un Comune sopra i 20mila abitanti. Ha scelto di non lasciare il suo Comune due anni prima della scadenza naturale del mandato. Ora, con la coalizione – dice Verini – selezioneremo un nome dalla rosa. La partita la consideriamo difficile, ma aperta”.

Ma torniamo alla marcia e al congresso. “Regole e trasparenza non sono optional – rimarca il commissario - . Statuto e regolamento sono fari obbligati”. Sì, è una risposta ai ribelli interni al Pd: “L'assemblea nazionale ha approvato un nuovo statuto, con il voto riservato ai soli iscritti. Sulla base dello statuto la direzione nazionale ha approvato il regolamento per lo svolgimento dei congressi regionali. Ora in Umbria ci sarà un adeguamento tecnico del regolamento regionale e il commissario procederà agli adempimenti per il congresso”.

Una strada tracciata. E a chi gli chiede di andarsene, Verini risponde così: “Se mi dimetto, il segretario nazionale dovrà nominare un altro commissario. Che senso ha? Ho considerato politicamente esaurito il mio mandato con le elezioni regionali. Il mio compito è di accompagnare il partito al congresso. Non resto qui per gioia, ma per servizio. Entro il 12 aprile, a un anno dalla mia nomina a commissario, ho l'obbligo di avviare le procedure congressuali. Cosa che farò prima della scadenza”.

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Sempre lungo il sentiero, il segretario ha nominato la commissione di garanzia. I nomi sono quelli di Nando Mismetti, Maria Pia Bruscolotti, Mara Gilioni, Alessandro Torrini e Cristina Papa: “Due non mi hanno votato alle primarie, due sì e il terzo non ho idea”, sottolinea Verini. Il congresso, visto l'8 marzo e il referendum del 29 marzo per il taglio dei parlamentari, oscilla. Dipende anche dal congresso nazionale del Partito Democratico. Le date ballano. E anche dentro al Pd non restano proprio fermi. .

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