Referendum Senato, siglato il Patto Boschi-Marini: la Governatrice sarà uno degli attaccanti per il "sì"

La Marini incassa un ruolo nazionale ed europeo per difendere la Riforma sul Senato. Ed è subito al lavoro: "Il senato federale sarà il luogo del confronto tra i territori, le regioni e il Governo: finalmente si lavorerà uniti"

Se il patto Boschi-Leonelli va benissimo per la dimensione umbra dove i renziani vogliono sfondare nelle urne del Referendum costituzionale sulla riforma del Senato; l'altro patto in salsa umbra, Boschi-Marini, non serve solo per rafforzare il fronte del "sì" umbro ma rientra in una strategia che passa per il Centro Italia per arrivare fino a Bruxelles, dove la Marini è il capogruppo del Partito Socialista Europeo al Comitato delle Regioni d'Europa dove sono presenti anche molti rappresentanti da "controllare" e "indirizzare" delle autonomie italiane.

L'ufficializzazione del Patto Boschi-Marini arriva nel giorno del convegno sul centenario della Legautonomie a cui erano presenti il Ministro e la Governatrice dell'Umbria. La Marini ha guardato al futuro dei territori esaltando la Riforma del senato in due passaggi. Il primo: "Il Senato federale dovrà diventare il luogo della politica in cui le Regioni e gli enti locali saranno chiamati non solo a partecipare alla fase  legislativa sui provvedimenti che li riguardano, ma in cui dovranno anche valutare l’impatto delle politiche pubbliche nazionali, ed anche europee, sui territori. Forse in passato abbiamo lavorato troppo divisi".

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Secondo passaggio: "Rispetto alle riforme degli anni Novanta e Duemila – ha spiegato Marini - se c'era un elemento zoppo era proprio l'assenza di un Senato delle autonomie: un luogo in cui trovasse sede il confronto fra i principi dell’unità e del decentramento. Un ruolo che è stato poi affidato alla Corte Costituzionale perché le leggi delle Regioni e dello Stato sono state oggetto di continui ricorsi". La presidente dunque non è stata arruolata semplicemente in quando Pd nella sfida del Governo Renzi per il sì, ma gli è stato dato un incarico di testimonial sui territori italiani e al Comitato delle Regioni d'Europa. Una partita che se vinta frutterà un credito pesante da incassare per l'ex sindaco di Todi che sogna la sua seconda parte della carriera politica a Bruxelles.  

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