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Coronavirus, "stanze degli abbracci" per le visite di parenti e amici agli anziani nelle residenze sanitarie

Il consigliere regionale Andrea Fora chiede alla giunta di adoperarsi con il Governo per la riapertura in sicurezza delle Rsa

Riaprire alla visite di parenti e amici le residenze sanitarie assistenziale a fronte di nuovi protocolli e regole di sicurezza anti Covid-19 e sostenere economicamente quelle strutture che volessero dotarsi delle "stanze degli abbracci".

Il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) ha annunciato un’interrogazione a risposta scritta chiedendo "se la Regione non intenda attivarsi nei confronti del Governo nazionale per sollecitare l’emanazione di norme e disciplinari per tornare a riaprire l’accesso delle Rsa a familiari, parenti e amici degli ospiti, che da un lato garantiscano la sicurezza degli accessi e delle strutture e dall’altro non scarichino, con dubbi e incertezze interpretative, le responsabilità sui gestori delle strutture".

Secondo il consigliere Fora il 64% cento delle Rsa italiane ancora non ha riaperto alle visite dei familiari e solo il 20% delle strutture ha predisposto le cosiddette "stanze degli abbracci", luoghi dove parenti e anziani possono incontrarsi perché divisi da teloni di sicurezza con dei fori per le braccia, sempre chiusi, per potersi stringere dopo tanta lontananza.

"Mentre gran parte del Paese si trova in zona gialla – scrive Fora - le Rsa purtroppo restano per le famiglie ancora una vera e propria 'zona rossa', non è più tollerabile che mentre si possa tornare ad incontrarsi e cenare insieme all’aperto, non sia invece possibile tornare a incontrare ed abbracciare i propri cari nelle Rsa. Queste chiusure risultano ancor più incomprensibili dal momento che gli ospiti fragili delle Rsa sono stati vaccinati, così come gli operatori, ed è perciò venuto il tempo di favorire una loro riapertura agevolando l’interpretazione e l’attuazione di norme e circolari fra Stato e Regioni che da un lato chiariscano fino in fondo compiti e adempimenti a carico dei gestori delle strutture e dall’altro ciò che è richiesto a cittadini e Regioni" conclude la nota del consigliere regionale.

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