Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Cambiamento climatico: "L'Umbria dichiari lo stato di emergenza"

Il consiglio regionale ha approvato all'unanimità la mozione

A Palazzo Cesaroni via libera bipartisan alla richiesta di "dichiarazione di stato di emergenza climatica e ambietale" in Umbria. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione sottoscritta dai consiglieri Tommaso Bori (primo firmatario), Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli (Pd), Thomas De Luca (M5S) e Vincenzo Bianconi (Gruppo misto), come emendata insieme agli esponenti della maggioranza, con cui si impegna la Giunta regionale a “dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale”, oltre alla previsione di azioni da intraprendere.

Il dispositivo dell’atto, illustrato in Aula da Tommaso Bori, spiega una nota del consiglio regionale dell'Umbria, prevede che la Giunta si attivi per "dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale, riconoscendo le responsabilità e le conseguenze del cambiamento climatico dopo l’occasione persa dello scorso anno";

La mozione impegna anche la giunta Tesei ad "attivare ogni possibile contributo e iniziativa, all’interno delle competenze della Regione, per contribuire a contenere l’aumento della temperatura globale a 1,5°C, come stabilito nel corso del G20 di Roma, e a fissare l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas climalteranti entro il 2030, nonché a dare massima priorità al problema all’interno dell’agenda regionale, anche alla luce delle nuove emergenze scaturite dalla pandemia, tenendo conto, in ogni azione amministrativa, degli effetti che essa comporta sull’ambiente".

E ancora. L'atto, votato all'unanimità, impegna la giunta Tesei a "garantire che le misure di contrasto, mitigazione e adattamento vengano implementate secondo i principi di giustizia climatica: i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione, ma devono essere sostenuti soprattutto da chi ha causato maggiormente i danni ambientali"; all'attuazione "della legge ‘113/1992’ (Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica), a verificare che vengano effettivamente piantati tanti alberi quanti sono i nuovi nati nel territorio, a dimostrazione del fatto che l’ambiente riguarda le nuove generazioni, cui proveremo ad offrire un futuro migliore del presente che li abbiamo costretti a vivere"; a "lavorare attivamente e strenuamente sulla mobilità dolce e su quella alternativa, con interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa; invitare tutte le istituzioni territoriali e gli enti locali della regione a promuovere e a incentivare, in sinergia con gli istituti di ricerca e gli organi scientifici, studi e valutazioni sull’evoluzione degli scenari climatici e ambientali della nostra regione, delineando le correlate strategie di adattamento"; a "richiedere di eliminare, o quanto meno agevolare, le spese, a carico di Regioni ed Enti locali, volte a promuovere la riduzione delle emissioni, con particolare riferimento alle risorse finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio" e ad "avviare un percorso di condivisione e di audizione, nella commissione competente, di movimenti, associazioni e organizzazioni che stanno promuovendo azioni in materia, anche al fine di sviluppare la prima proposta di legge regionale sul clima".

"Nella regione  - ha sottolineato Bori - abbiamo strutture di alta formazione, Università, Belle arti, Conservatori e Istituto di mediazione linguistica, con decine di studenti che si spostano e in larga parte lo devono fare con mezzi privati. Sarebbe una ipotesi di cambiamento culturale enorme quella di garantire anche un abbonamento agevolato e gratuito a tutti gli studenti che frequentano i nostri atenei e anche riattivare la mobilità notturna".

Prima del voto che ha sancito l’approvazione dell’atto, è intervenuto il consigliere Thomas De Luca (M5s), riconoscendo che "è stato svolto un lavoro molto proficuo. La dichiarazione di emergenza climatica è stato il terzo atto presentato in questa legislatura e sarebbe dovuto essere realtà già due anni fa. In due anni la concentrazione di anidride carbonica è aumentata del 2 per cento. Se non cambiamo qualcosa riducendo le cause, fra 20 anni avremo un aumento della temperatura di 2 gradi. I dati di Copernicus, progetto europeo che registra i dati climatici e li organizza, danno per Montefalco una crescita di 1,8 gradi, con tutte le conseguenze che riguardano la produzione vinicola, a Gualdo Tadino aumento di 2,5 gradi, a Città di Castello 2,2, fino ai più 3,4 gradi di Gubbio. Siccità e aumento delle temperature mettono a rischio anche la presenza di piante tartufigene nei prossimi decenni. Bisognerà occuparsi seriamente anche delle risorse idriche, stabilendo i bisogni umani, quelli per uso irriguo e per le industrie. Da qui al 2100 sono tante le azioni da fare e non si può perdere tempo".

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