Grande successo del convegno a Berlino sul pensiero e la figura di Aldo Capitini, il Gandhi italiano

Il nome del filosofo della nonviolenza è risuonato all’Istituto Italiano di Cultura, in un  convegno dal titolo suggestivo

L’evento capitiniano a Berlino (ne abbiamo dato notizia su queste colonne) è stato un successo. Il nome del filosofo della nonviolenza è risuonato all’Istituto Italiano di Cultura (in Hildebrandstrasse 2), in un  convegno dal titolo suggestivo:  “Aldo Capitini, der italienische Gandhi” (“il Gandhi italiano”).

Hanno preso la parola Luigi Reitani, direttore dell’Istituto e Giulio Busi. Al nostro Lanfranco Binni il compito tratteggiare un efficace “Ritratto di Aldo Capitini”, esplorato nella complessità del suo pensiero. È stata poi la volta di Giuliano Pontara (Stoccolma) su “La base etica della nonviolenza come ‘persuasione’”. Rocco Altieri (Università di Pisa) ha trattato della “Teologia politica di Aldo Capitini”). Werner Wintesrsteiner ha proposto “Aldo Capitini: un’analisi dal punto di vista dell’educazione alla pace”.

Francesco Pistolato ha instaurato un efficace confronto fra Aldo Capitini e Ekkehart Krippendorff. La notizia più importante – come ci riferisce l’amico Lanfranco Binni – consiste nella decisione conclusiva della giornata di studio: tradurre in Germania il volume più europeo di Capitini, «La compresenza dei morti e dei viventi» (1966). L’opera verrà pubblicata in coedizione tra Il Ponte Editore e una casa editrice tedesca che sarà presto individuata, con la partecipazione attiva dell'Istituto italiano di cultura di Berlino diretto dal germanista Luigi Reitani, organizzatore del «colloquio».

“Nel corso dell’incontro berlinese – sottolinea Lanfranco Binni – c’è stato davvero un ‘colloquio corale’, appassionato e  intenso, tra studiosi di Capitini. Ne è emersa la grande attualità dei suoi temi filosofici, politici e letterari, in un panorama europeo”.

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