Abusi edilizi a San Marino, l'amministrazione Boccali si difende: "E' tutto regolare"

Ventiquattro ore prima la Guardia Forestale ha sequestrato un'area pronta ad essere cementificata con nuove case perchè vincolata come il bosco adiacente. Palazzo dei Priori si giustifica spiegando che il Piano regolatore lo permette

E' braccio di ferro tra Guardia Forestale e l'amministrazione comunale del sindaco Boccali dopo il sequestro di un'area, pronta ad essere edificata con nuove case, nella frazione di San Marino. Per la Forestale si tratta di una lottizzazione abusiva, costruita su un'area ad alto vincolo paesaggistico, e sono stati abbattuti anche alberi in maniera illegale. Per il Comune invece è una svista perchè tutto in regola. 

"L'intervento - scrivono in una nota gli uffici e la Giunta - in questione è stato approvato dal consiglio comunale con deliberazione del 28.2.2010  e cioè con apposito piano attuativo, previa verifica della conformità urbanistica ed ambientale delle opere. Ed infatti,  in base al piano regolatore generale vigente sin dal 2002, l'area è interamente classificata come comparto edificatorio CE45, cioè come zona di espansione, e non risulta sottoposta ad alcun vincolo ambientale".

Palazzo dei Priori avrebbe anche una spiegazione e relativa autorizzazione anche per l'abbattimento di una parte del bosco di San Marino: "Va evidenziato che, attesa la presenza di vegetazione, gli uffici comunali, con scrupolo, hanno anche acquisito il parere dell'ente preposto in base alla L.R. Umbria n. 28/2001, vale a dire la Comunità Montana. La stessa  ha attestato che l'area boscata, vincolata e limitrofa, non si estende al lotto in questione in cui sono solo presenti piante sparse". 

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Tutto il fascicolo del sequestro della lottizzazione è ora in mano alla Procura per individuate se sono stati commessi reati gravi come quelli relativo all'abusivismo edilizio a danno del territorio di pregio del Comune di Perugia. Ma su Palazzo dei Priori si è abbattuta anche un altra tegola non di poco conto: altri sequestri nella discarica comunale di Pietramelina dove si è scoperto che il percolato dei rifiuti finiva sul terreno e poi su un torrente. 

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