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La nicchia centrale divorata dall'umidità

La nicchia centrale divorata dall'umidità

Inviato Cittadino - Fonte di Veggio torna a splendere, ma l'umidità rovina i lavori di restauro

La nicchia centrale perde intonaco ed è fradicia. Analoga sorte tocca alle parti fittili laterali, bagnate e segnate dal salnitro che risale. Ma com’è possibile tutto questo?

Restauro effettuato alla perfezione, ma in pochi giorni la Fonte di Veggio è fradicia d’umidità. Soldi buttati. Un lavoro pagato coi fondi per la riqualificazione delle periferie e svolto con passione e competenza dalla restauratrice Francesca Drisaldi. Che vi ha speso le migliori energie. E che adesso è piuttosto delusa perché l’antico manufatto è quasi tornato allo status ante quem. Come se non si fosse fatto niente.

Ne parlammo a lavoro finito, ma già s’intravedeva la sorte che le sarebbe toccata (PERUGINERIE Ripulita e restituita a dignità la storica Fonte della Ninfa Vegoia in Fontivegge (perugiatoday.it).

L’Inviato Cittadino è tornato a verificare quanto temuto, a qualche giorno dalla solenne inaugurazione, nel quadro degli interventi complessivi nel quartiere di Fontivegge. Cosa c’è di nuovo? L’unico elemento che tiene è la vasca che la Soprintendenza ha voluto coibentata a piombo e adeguatamente stuccata. Ma tutto il resto fa acqua in senso letterale.

La nicchia centrale perde intonaco ed è fradicia. Analoga sorte tocca alle parti fittili laterali, bagnate e segnate dal salnitro che risale. Ma com’è possibile tutto questo? La spiegazione è semplice e unanimemente condivisa. Il fatto è attribuibile – su questo non ci sono dubbi – alla vegetazione che sta alle spalle della Fonte. Difatti in quel giardino prosperano piante monumentali, in specie cipressi. Con le loro radici in prossimità, e probabilmente sotto la fonte stessa, favoriscono la manifestazione della capillarità, ossia di quel fenomeno che (come i soldi del vecchio adagio) “manda l’acqua all’insù”.

La soluzione è semplice e a portata di mano: basta imporre – e gli strumenti sono in mano alla pubblica autorità – la rimozione di quelle piante. Cosa si aspetta a farlo? Prima si tenta la via bonaria, poi si procede con un’ordinanza che mette in mora e sanziona. Il sindaco dovrebbe farlo immediatamente.

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