PERUGINERIE Ripulita e restituita a dignità la storica Fonte della Ninfa Vegoia in Fontivegge

C’è anche chi la chiama Fonte Borghese, in quanto (come recita una scritta in gallery) voluta da Scipione Borghese

Ripulita e restituita a dignità la storica Fonte della Ninfa Vegoia in Fontivegge. Sebbene l’ultimo restauro non fosse troppo datato, il manufatto era un po’ ammalorato e si evidenziavano vistose tracce di umidità. Si lega al nome di questa antica divinità delle acque etrusca il nome di Fonti-Vegge che sta per Fons Vegoiae (la “i” è il ‘genitivo sassone’ perugino). La superba fontana fu realizzata su disegno di Matteo Salvucci (1615-1642) da parte del legato pontificio Antonio Diaz. Secondo alcuni il nome “Vegge” deriverebbe da quello dei proprietari dell’area, ma a noi piace ricollegarla a quello della ninfa che la leggenda vuole sentimentalmente incorrisposta. Altri ne fanno risalire il nome al martire cristiano Veggio. 

C’è anche chi la chiama Fonte Borghese, in quanto (come recita una scritta in gallery) voluta da Scipione Borghese. La funzione della fons, oltre che estetica e celebrativa, era quella di raccogliere le acque in discesa dalla soprastante zona della Pescara, un tempo ricca di orti/frutteti e fortemente irrorata. Come sia, l’antico manufatto, con restauro in corso, era tormentato dall’umidità. Uno sfregio che toglieva parziale appeal a quest’opera di eccezionale bellezza in cui il bianco dei travertini si sposa al rosso dei laterizi e al grigio della vasca. Ottima l’idea, di qualche anno fa, consistente nell’apposizione di una serie di dissuasori: in precedenza, le macchine assediavano la tazza, fino toccarla col paraurti.

L’operazione (la numero 012) rientra nel quadro degli “Interventi di spettacolarizzazione delle Fontane di Piazza del Bacio e di Piazza delle Fonti di Veggio”. Sotto il progetto generale del Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei Comuni Capoluogo di Provincia…. (DPCM 25 maggio 2016) - Sicurezza e sviluppo per i quartieri di Fontivegge e Bellocchio. Per una breve descrizione dell’opera, mi limito a ricordare che, a sinistra, una piccola lapide porta la massima latina “Omnia cum consilio” (Tutto con misura) e le da pendant quella a destra “Sine prudentia nichil” (Nulla senza saggezza). Al centro, su pietra rosa, in grande “AUGUSTA PERUSIA”. Come simboli identitari, sono scolpiti due grifi sotto due tondi. Tre bocche bronzee vive dispensano acqua.

Su pietra rosa di Assisi la scritta “Fontana Borghese, anno domini MDCXV” (1615). I due puntali portano sottostante il giglio fiorentino-angioino (che si trova anche nel portale del Maitani in Palazzo dei Priori). Sopra la scritta grande, un’iscrizione latina di sicuro interesse, ma poco leggibile dal basso. Uno dei problemi ancora da risolvere – ci dice l’ottima restauratrice Francesca Drisaldi – è la tenuta della vasca, fasciata all’interno da una lastra di piombo, antica forma d’isolamento idrico. Il fatto è che l’acqua penetra attraverso piccole fenditure causate dall’usura del tempo. Occorrerà l’intervento congiunto di uno “stagnino”. Giustamente, la Soprintendenza vuole che la vasca sia piena. Nell’attesa
dell’intervento risolutore, il liquido scorre di continuo e defluisce.

Altre parti della Fontana sono però imborfate d’acqua. Il problema di fondo pare sia costituito dalle radici degli alberi di un giardino attiguo. Il fenomeno fisico della capillarità fa risalire costantemente umidità. La questione dovrà essere risolta, altrimenti i restauri lasciano il tempo che trovano. Altro passo in avanti è il potenziamento dell’illuminazione per integrare quella esistente e consentire una migliore fruizione dell’artistico manufatto. Impresa affidataria per gli impianti elettrici: la ditta Cosmos del peruginissimo Peppino Consalvi, nella figura del figlio Francesco. Ultima notazione dovuta: a breve verranno istallate delle telecamere, per intercettare eventuali operazioni vandaliche sempre in agguato.

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I residenti di prossimità ricordano che intorno e dentro a quella fontana accade di tutto: gente che ci si lava, vi getta porcherie o addirittura vi espleta fisiologiche funzioni. L’istallazione delle telecamere dovrebbe porre un argine a questi comportamenti incivili. Un’ultima osservazione: andrebbero ripulite anche le due lastre metalliche bilingui inserite nel totem esplicativo. Risultano ossidate e parzialmente illeggibili.

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