Cronaca

Procedure operatorie e provenienza dell'ago, i misteri da risolvere per la morte in ospedale di Vincenzo Bosco

Affidato l'incarico al perito della Procura di Perugia. La difesa delle infermiere indagate: "Fare luce sulle cause della sua morte e sulla presenza dell’ago nei bronchi, ascrivendone il corretto periodo temporale di ingresso"

È stato conferito questa mattina l’incarico al medico legale per l’autopsia sul corpo di Vincenzo Bosco, il 40enne deceduto prima di un intervento chirurgico all’ospedale di Perugia. Risultano indagati due medici otorinolaringoiatri, due anestesisti e due infermiere.

L’uomo era entrato in sala operatoria, ma prima dell’inizio dell’intervento l’anestesista si era accorto dell’insorgere di alcune complicazioni. L’operazione era stata sospesa e dagli accertamenti era emersa la presenza di un ago da insulina di due centimetri nei bronchi. L’uomo era morto dopo alcuni giorni di ricovero in rianimazione.

Muore durante l'operazione per un ago da insulina nei polmoni: indagati 4 medici e 2 infermieri

“Alla luce dell’inchiesta che vede coinvolte anche le nostre assistite in qualità di infermiere della mera sala operatoria – scrivono in una nota gli avvocati Cogliandro e Taddei – premessa la loro assoluta estraneità agli addebiti contestati atteso che l’intervento chirurgico programmato non ha avuto esecuzione, è stata una nostra precisa scelta quella di non nominare alcun consulente di parte avendo piena fiducia nell’operato degli inquirenti e dei professionisti nominati dal pubblico ministero. L’esame autoptico che verrà effettuato sulla salma del paziente potrà far luce sulle cause della sua morte e sulla presenza dell’ago nei bronchi, ascrivendone il corretto periodo temporale di ingresso, nonché sul decorso clinico del paziente dal suo arrivo presso il nosocomio di Perugia sino al suo decesso. Ribadendo quindi che alcuna responsabilità sussiste in capo alle nostre assistite, le stesse restano comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria per collaborare nel prosieguo delle indagini”.

Morto in ospedale, l'operazione non era iniziata e l'ago nei polmoni non è riconducibile all'intervento

ll medico legale Massimo Lancia dovrà stabilire la correttezza delle procedure di raccolta dei dati del paziente, l’adeguatezza dei trattamenti pre operatori e il corretto e costante monitoraggio dei parametri vitali. Novanta giorni di tempo anche per indicare se all’insorgere delle prima complicazioni siano state seguite tutte le procedure necessarie. Da capire anche il perché della presenza di quell’ago nei polmoni.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Cristina Zinci, Maria Bruna Pesci, Gianni Zurino, Giancarlo Viti, Delfo Berretti, Stefano Longo, Melissa Cogliandro e Ilario Taddei. I legali hanno incaricato come consulenti di parte Mauro Bacci, Gianluigi Ceraso, Giampietro Ricci, Edoardo De Robertis e Walter Patumi. La famiglia, seguita dall’avvocato Sara Falchi, ha nominato il medico legale Sergio Scalise Pantuso.

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