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Pietramelina, da discarica a collina verde con alberi: ma anche fonte di biogas

Non si torna indietro: la discarica di Pietramelina non continuerà a prendere rifiuti cittadini. Ci vorranno 18 mesi per il definitivo rimboschimento. Ci sarà anche lo spazio per produrre biogas dai rifiuti accumulati e celati sotto la terra e dall'organico della differenziata

La discarica di Pietramelina sarà trasformata in una collina con tanto di alberi, cespugli e prati verdi. Tutti i rifiuti accumulati in questi anni saranno compattati e impermeabilizzati. Dopo decenni di cattici odori e degrado inevitabile è ufficialmente partito il progetto di risanamento. Certo i tempi non saranno brevi, ma già la fine del conferimento dei rifiuti cittadini rappresenta una prima vittoria per i residenti e non solo. 

Il progetto prevede due fasi:  una copertura temporanea con teli in polietilene per permettere ai rifiuti di assestarsi e raggiungere una stabilità che non vada a compromettere la copertura definitiva, che rappresenta la seconda ed ultima fase della chiusura della discarica.

La chiusura di un impianto di discarica infatti prevede tempistiche che devono tener conto degli assestamenti della massa di rifiuti e dei tempi per l’approvvigionamento dei materiali necessari alla copertura definitiva. Per questa fase sono stimati 12-18 mesi durante i quali la discarica sarà coperta con teli e nessun conferimento sarà possibile.  Quindi, tolti i teli provvisori, si passerà alla posa in opera degli strati dei materiali  costituenti la copertura definitiva. Sopra gli strati tecnici, che hanno finalità di drenaggio  e impermeabilizzazione, verrà posto lo strato superficiale costituito da 1 metro di terreno vegetale. Il passo successivo è rappresentato dal ripristino ambientale della superficie mediante la messa a dimora di specie arboree autoctone, ma con radici adeguate per evitare il danneggiamento dello strato superficiale di chiusura. 

Dalla nuova collina sarà ricavato e trattato il biogas - derivante dai vechi rifiuti - che verrà interamente sfruttato per la produzione di energia elettrica, rinnovabile,  da immettere in rete. Il processo tecnologico verrà confinato in ambienti chiusi e le arie saranno opportunamente trattate, prima di essere immesse in atmosfera.

Il polo di Pietramelina produrrà dopo questi interventi esclusivamente energia rinnovabile attraverso la trasformazione in energia del biogas, quello estratto dalla discarica che nel tempo andrà diminuendo e quello prodotto dalla sezione anaerobica del trattamento delle frazioni organiche da raccolta differenziata. A questo si aggiungerà la energia prodotta dall’impianto fotovoltaico già installato sul tetto del compostaggio.

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