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Mostro di Firenze, parla il criminologo ed ex Sisde Bruno: "Narducci non c'entrava nulla"

Francesco Bruno è tornato a parlare dell'inchiesta sul Mostro di Firenze - alla rivista Delitti & Misteri - dopo essere stato l'unico a tracciare il profilo del seria killer nel 1984-1985 per i servizi segreti nazionali. Ecco perchè a suo giudizio il medico di Perugia è estraneo all'omicidio delle coppiette

Il prossimo 14 settembre saranno passati 39 anni da quello che sempre più criminologici considerano il primo delitto seriale del cosidetto "Mostro di Firenze" che portò alla morte Pasquale Gentilcore e la sua fidanzata Stefania Pettini. Anche se la pistola Beretta calibrò 22 ha sparato e ucciso per la prima volta nel 1968 per una storie di "corna" nella comunità dei sardi di Toscana. A quasi 39 anni di distanza si cerca ancora una verità anche dopo la condanna dei compagni di merende (ma Pacciani fu assolto in secondo grado e morì prima del nuovo processo).

E Perugia ne sa qualcosa dato che il caso Narducci - in piccola parte riaperto dalla Cassazione - era collegato ufficialmente con l'Inchiesta Mostro Ter di Firenze che è finita con l'assoluzione del farmacista Calamandrei (anche lui deceduto poco dopo l'assoluzione). A riaprire il caso, almeno tramite i media, ci ha pensato in questi giorni la rivista specializzata in casi giudiziari "Delitti & Misteri" con tiratura nazionale ma con la società editrice umbra. Ed è l'intervista al criminologo Bruno, già relatore di una perizia sul Mostro per il Sisde, a ritirare in ballo anche il medico perugino Francesco Narducci. Ma stavolta c'è una sorta di assoluzione post-mortem: "Il dottore di Perugia con le azioni del Mostro non c'entra nulla e comunque non credo sia stato ammazzato" ha spiegato al direttore di Delitti & Misteri Francesco Mura, già giornalista di E-Polis e Giornale dell'Umbria "Perchè se c'è una cosa classica nella storia del Mostro di Firenze è la territorietà e quindi il mostro era sicuramente di Firenze. Non c'è nessuna prova che possa dimostrare il contario".

INTERVISTA SUL CASO NARDUCCI AL GIORNALISTA ALVARIO FIORUCCI

Bruno, ad onore di cronaca, ha sempre parlato di un serial-killer che agiva da solo non credendo mai alle accuse a Pacciani e ai suoi sodali. Mentre l'altra grande scuola di pensiero investigativo è quella di una setta a diversi livelli: il più basso quello dei Compagni di Merenda, poi uno intermedio e infine il vertice dlela piramide che gestiva sesso ed esoterismo. Ma il criminologo dice altro di Narducci: "Credo che quando venne ritrovato cil corpo di Narducci le persone che lo attendevano  sul molo abbiano fatto di tutto per evitare  che gli venisse fatta l'autopsia e perchè questo si voleva evitare  un'altra verità ovvero che il medico avrebbe preso sostanze stupefacenti".

C'è una sentenza che assolve da qualsiasi despistaggio la famiglia e altri personaggi importanti dell'epoca. Per quanto riguarda la droga l'unica cosa provata è l'uso di un farmaco oppiaceo forse preso proprio per il suicidio avvenuto nel 1985 al lago Trasimeno. La rivista Delitti & Misteri ha dedicato l'intero numero di 60 pagine proprio su tutte le sfaccettare sul più grave caso di delitti seriali del Paese.

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