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Cronaca

Manganello, spray urticante e un'ascia, condanne e assoluzioni per la lite al bar a causa di due cani

Il giudice alla fine delle udienze ha optato per la riqualificazione del reato da rissa a lesioni personali

Condannati per le lesioni e assolti dall’accusa di rissa a colpi di manganello, spray urticante spruzzato in volto, insulti e colpi di arti marziali. Il tutto per due cani troppo vicini tra di loro.

I tre imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Poggioni, Fulvio Carlo Maiorca, Anna Giulia Arena e Antonio Aiello, sono stati condannati rispettivamente a 4 e 3 mesi di reclusione (il terzo è stato assolto da tutte le accuse). Gli altri partecipanti alla lite avevano patteggiato sei mesi di reclusione nel corso delle precedenti udienze.

Gli antagonisti si sarebbero affrontati nel piazzale del bar dello stadio Curi dopo aver litigato davanti al bancone a causa di due cani. Il proprietario del cane di taglia più piccola si sarebbe lamentato con un altro avventore per la presenza dell’altro animale, più grande, in quanto tenuto senza guinzaglio: “Tienilo lontano sennò aggredisce il mio”.

Parole mal accettate dall’altro che si sarebbe sentito offeso da quel rimprovero e ne sarebbe nato un litigio con il proprietario del secondo cane che avrebbe colpito l’altro con un pugno al volto. Questi a sua volta avrebbe risposto con un getto di spray urticante. Poi i due avrebbero proseguito a litigare nel piazzale, aiutati dagli amici (compreso l’imputato che poi è stato assolto in quanto non avrebbe avuto alcuna parte attiva nella lite).

Nel corso del litigio sarebbero comparsi un manganello telescopico e un’ascia. Fino all’arrivo di una pattuglia della Polizia e alla medicazione di ferite giudicate guaribili in dieci giorni. Poi erano scattate le denunce e l’accusa di rissa. Il giudice ha riqualificato i fatti e condannato per le sole lesioni.

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