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Alcuni studenti del Mariotti fermati dalla Polizia austriaca: il preside conferma e chiarisce l'accaduto

Tante voci. Tante accuse. Ma di fatto non ci sono conseguenze giuridiche per nessuno dei ragazzi fermati. Ecco cosa è accaduto secondo l'indagine interna portata avanti dal preside Vincenzo Maiolo

"Non ho problemi a confermare che un piccolo gruppo di nostri ragazzi, due-tre al massimo, è stato fermato dalla polizia austriaca durante la gita ed è stato portato in caserma per degli accertamenti. La situazione non ha avuto conseguenze e ora sto ascoltando studenti ed insegnanti per capire bene cosa sia successo". Il preside del Liceo Classico Mariotti, Vincenzo Maiolo ha confermato a Perugiatoday.it il "fermo" di alcuni studenti durante la gita a Salisburgo - tutti sono rientrati -, la cui storia  era finita in rete con tanto di polemiche in corso. Si è parlato di un atto vandalico e di scritte su muri di pregio della città e di svastiche o celtiche disegnate in bella evidenza.

"E' una situazione che si presta ad essere molto romanzata e arricchita di particolari di ora in ora" ha continuato il preside "ma andando al sodo possiamo affermare che è una ragazzata che punirò, non ci sono conseguenze giuridiche per nessuno e nessuno dei ragazzi voleva dare chissà quale messaggio. E' una bravata giovanile che dimostra scarsa maturità nonostante stiamo parlando di ragazzi di 18 anni. Ma come dicono i sociologi l'adolescenza ormai si è prolungata ben oltre il periodo classico. Questo ne è un esempio purtroppo".  

Il preside ufficialmente ha ribadito che gli agenti hanno sorpreso il piccolo gruppo di studenti, armati di bomboletta spray, mentre imbrattavano "non un muro o monumento come in molti hanno riferito e scritto ma sembrerebbe un pannello rimovibile". "Appena avrò terminato di acquisire tutti gli elementi utili per definire i contorni e i protagonisti di questa bravata - ha terminato il preside - insieme ai genitori e agli insegnanti faremo capire, con atti pratici, cosa comporta una stupidaggine del genere. La punizione ci sarà ma dovrà essere educativa: ovvero dovrà lasciare qualcosa dentro ai ragazzi per aiutarli a maturare. La scuola serve anche a questo oltre che ad impartire nozioni sulle più svariate materie". 

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