Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Green Pass, di tamponi ce n’è in abbondanza, ma forse si prepara un venerdì nero con blocco del sistema

Abbiamo tastato il polso agli operatori sanitari privati in vista dell'obbligo della carta verde nei luoghi di lavoro

Di tamponi ce n’è in abbondanza, ma forse si prepara un venerdì nero con blocco del sistema. Circostanza paventata da diversi operatori della sanità privata. I quali osservano: se la Regione non ci fornisce le credenziali, la piattaforma regionale finirà per ingolfarsi e non è escluso che possa andare in tilt. Da domani 15 ottobre, infatti, scatta l’obbligo del green pass. E non sono pochi quanti hanno scelto di effettuare tamponi a tamburo battente, anziché sottoporsi al vaccino. “Diversamente dalle farmacie – dicono i privati – non possiamo inviare direttamente i dati al Ministero, ma dobbiamo passare per la piattaforma regionale. Insomma, come al solito, si fanno figli e figliocci!”.

Perché questa circostanza vi danneggia?
“Significa – precisano – compilare una serie di ‘maschere’ che richiedono tempo e attenzione. Mentre, con la facoltà di accedere al TS, potremmo inviare direttamente i dati con celerità e precisione, semplicemente digitando il codice fiscale del soggetto di cui dobbiamo trasmettere la positività o meno al test covid”.
Insomma, qual è il problema e come lo si potrebbe bypassare?
“Basterebbe che la Regione ci fornisse le credenziali”.

Di che si tratta?
“Di semplici codici di accesso che consentono di interfacciarci direttamente col Ministero”.
Perché, dunque, la Regione non lo fa?
“Vada a chiederlo a loro. Per parte nostra, assistiamo impotenti a un rimpallo di responsabilità e nessuno vuole assumere decisioni”.
Quale il rischio?
“Che, travolta da questa congerie di dati, la piattaforma regionale non ce la faccia a smaltirli e s’intasi”.

Quali le possibili conseguenze?
“Potrebbe verificarsi un blocco generalizzato dei Cup che non sarebbero in grado di adempiere al proprio compito relativo all’erogazione di servizi sanitari: visite e quant’altro”.
Ma non è questa la sola lamentela vero?
“Parliamo di figli e figliocci non a caso”.
Vuole farci un esempio?
“Ad esempio, la questione del costo dei tamponi. Le farmacie godono di un contributo-rimborso di sette euro, mentre noi no. Loro possono effettuare tamponi a prezzo calmierato, mentre noi non abbiamo questo vantaggio, né per gli adulti né per bambini e ragazzi”.

Con quale esito? 
“Per mantenere la clientela, dobbiamo abbassare il prezzo, rinunciando a un ragionevole margine di utile. Così si ammazza la sanità privata che, come nel caso del covid, ha fornito un contributo non marginale ai problemi socio-sanitari sollevati dalla pandemia”.

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