Nuova denuncia choc per abusi sessuali contro Don Lucio Gatti: "Anni d'inferno dentro la comunità"

Il racconto choc di un'altra, presunta vittima ospite all'interno di una delle comunità e cristallizzato in una denuncia - querela depositata in Procura

C’è una nuova, pesante accusa mossa contro Don Lucio Gatti, che nel gennaio del 2014 ha patteggiato a due anni con pena sospesa per molestie sessuali ai danni di alcuni giovani ospiti nelle comunità da lui gestite. Il racconto choc della nuova presunta vittima, cristallizzato in una denuncia querela depositata in Procura dal legale del giovane - l’avvocato Cristiano Baroni della “Rete l’Abuso” – ripercorre il calvario vissuto all’interno delle comunità quanto aveva appena 12 anni, delle presunte molestie subite e dell’ombra del duro lavoro che avrebbe scandito quelle interminabili e dolorose giornate.

La denuncia raconta di  violenze ed è qui che il giovane ripercorre tutte le fasi della sua permanenza nelle comunità. E’ ancora un ragazzino quando, sarebbe stato molestato da Don Lucio. Ma ripercorriamo la sua storia dal principio. Siamo nel 2004 quando i servizi sociali, su richiesta della madre, chiedevano con una lettera indirizzata alla Comunità di San Fatucchio di inserire il ragazzo, durante il periodo scolastico, all’interno della struttura. Nel 2008, a 16 anni, viene trasferito nella struttura presso la parrocchia di Cenerente, dove era parroco Don Lucio. Ma rispetto a quello che avrebbe creduto di trovare, nonostante la giovane età si sarebbe trovato a vivere in una comunità con persone molto più grande di lui e “tossicodipendenti, psichiatrici e giudiziari” , obbligato a condividere con loro anche gli indumenti intimi”.

Don Lucio e nuove accuse per abusi sessuali: la sospensione scadrà a breve

"Quella notte toccò a me dormire nel letto di Don Lucio a Cenerente: avevo solo 13 anni”

Una giornata scandita anche da pesanti lavori – denuncia il giovane, ormai 25enne – dalla muratura alla raccolta delle olive al “facchinaggio pesante” e che avrebbe riguardato indistintamente, maggiorenni e minorenni. “I lavori, di qualsiasi natura fossero, si svolgevano in totale assenza dei ben minini requisiti di sicurezza e/o protezione idonea”.  Dalle 18.30 alle 19.30 una pausa per lavarsi per poi dedicarsi, dalle 19.30 alle 20 a sessioni di preghiera. Dalle 20 alle 21 la cena, poi alle 23 si andava a letto, non prima – secondo la denuncia del giovane – di essere stati sottoposti a urla, insulti e prediche.

Anche i contatti con la madre sarebbero stati estremamente limitati, nel corso della sua lunga permanenza all’interno delle comunità e c’è anche chi – all’interno della struttura, gli avrebbe raccomandato di “stare attento”. Poi arriva il momento in cui sarebbe stato scelto insieme ad altri ragazzi per andare alla parrocchia di Cenerente per eseguire alcuni lavori di pulizia. Una occasione, per il ragazzo,  per uscire dalla comunità di San Fatucchio e andare a casa di Don Lucio che lui considerava, fino a quel momento, “come un padre”. Ma proprio quel “padre” – secondo la denuncia querela depositata in procura – lo avrebbe invitato a mettersi con lui nel letto, per poi palpeggiarlo nelle parti intime.

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Ma sarà anche un altro episodio denunciato dal giovane a sconvolgergli la vita, qualche mese dopo. Abusato da un altro ragazzo ospite della comunità. Dal racconto del giovane, da lì a poco seguiranno vari spostamenti nelle strutture, da Spoleto a Foligno. Proprio in quest’ultima i responsabili della struttura gli avrebbero somministrato dei farmaci "tipo calmante contro la mia volontà". E’ un racconto scioccante e doloroso, quello di questo giovane uomo, oggi 25enne. 

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