"Quella notte toccò a me dormire nel letto di Don Lucio a Cenerente: avevo solo 13 anni”

Fabio, dopo la prima inchiesta su Don Lucio e la sua immediata sospensione per 5 anni dal servizio pastorale, è l'ultimo grande accusatore del prete che gestiva l'importante parrocchia di Cenerente a Perugia e comunità sparse su gran parte del territorio regionale

Fabio - nome di fantasia - avrebbe avuto soltanto 13 anni e frequentava la seconda media quando, suo malgrado, entrò nella comunità di San Fatucchio gestita da uno dei preti umbri più in vista e più importanti nell'ambito del mondo Caritas perugino: Don Lucio Gatti. Fabio, dopo la prima inchiesta su Don Lucio e la sua immediata sospensione per 5 anni dal servizio pastorale, è l'ultimo grande accusatore del prete che gestiva l'importante parrocchia di Cenerente a Perugia e comunità sparse su gran parte del territorio regionale. Il giovane - ora ventenne - ha presentato querela ad aprile scorso ai carabinieri di Perugia ed è seguito costantemente dall'associazione "retel'abuso". 

Quest'ultimi hanno rilanciato stralci importanti della sua querela per tenere ancora alta la guardia sul prete sospeso che nel 2014 ha patteggiato una condanna a 2 anni con la sospensione condizionale della pena per molestie sessuali e abuso di mezzi di correzione ai danni degli ospiti di una casa Caritas che gestiva, quella di San Fatucchio. Attualmente è in piedi un processo in sede civile, dopo la chiusura della fase penale è iniziato, nei suoi confronti e contro la Diocesi di Perugia e Città della Pieve che ha per oggetto la richiesta di risarcimento del danno subito da chi avrebbe subito molestie e maltrattamenti. 

Fabio ha raccontato prima tutto all'associazione, poi, una volta trovata la forza, ha messo nero su bianco davanti ai carabinieri di Perugia. Le presunte molestie sarebbero avvenute nella camera da letto del prete nella diocesi di Cenerente: “In quel periodo don Lucio Gatti veniva più volte a trovarmi, fintanto che una sera decideva di portarmi con se a Cenerente, dove è sita la relativa chiesa, insieme ad altri quattro – cinque ragazzi per farci svolgere dei lavori edili. La sera ci fermavamo a dormire la e puntualmente non essendoci posti letto sufficienti uno di noi era costretto a dormire nel letto matrimoniale con lui”.

“Di qui l’inizio del terribile incubo: quella notte toccava a me dormire nel letto con lui”. Questi gli stralci pubblicati su retelabuso.org  “Avevo solo 13 anni”. E quella notte per Fabio fu la prima di una presunta lunga serie di abusi sessuali, di cui omettiamo racconto. “Lo shock fu tale che per giorni non sono riuscito a parlare con nessuno. Iniziava così la paura di rincontrare e rivedere don Lucio, e iniziavo a capire perché, spesso avevo visto tornare dei ragazzi che erano stati portati a trascorrere la notte con don Lucio, turbati, diversi, visibilmente cambiati”.

L'accusa, ovviamente è tutta provare, ma è la prima che proviene da un minorenne dato che il vecchio procedimento riguardava esclusivamente ragazzi con gravi disagi ma tutti maggiorenni. Fabio non si è limitato a ribadire l'accusa di violenza sessuale ma ancora una volta si parla del metodo di gestione delle persone che vivevono all'interno delle comunità. Lavori massacranti, umiliazioni, trasferimenti senza motivo e in strutture non adeguate.  "Don Lucio nel corso dell’estate 2009 mi mandava in Kosovo, in una delle loro sedi, ad aiutare i più bisognosi. A mio parere si trattava di veri e propri lavori forzati; venivo infatti messo a svolgere lavori di muratura, troppo pesanti per un ragazzino della mia età, specie se obbligato a svolgerli per nove dieci ore al giorno”. 

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E ancora: “All'età di 16 anni fui trasferito in una residenza protetta di Foligno dove c'eranp persone sottoposte a programmi psichiatrici. Erano persone instabili che venivano sedate con farmaci, un paio di volte anche a me furono somministrate delle gocce, senza alcuna prescrizione medica, perché avevo tentato la fuga". Accuse pesanti attualmente nelle mani dei giudici perugini che, secondo l'ufficio di presidenza dell'associazione, sarebbero prossimi ad ascoltare anche altri giovani segnalati da Fabio ai tempi dei presunti abusi nel dormitorio della parrocchia di Cenerente. 
 

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