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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Gubbio

Gubbio, bocciato il ricorso contro l'ordinanza anti alcol in centro storico

Due esercenti si sono rivolti al Tar contestando la diminuzione dei clienti con gli orari di apertura ridotti. I giudici: "Problema di sicurezza"

L’ordinanza che vieta l’alcol a Gubbio all’interno delle mura urbiche tra settembre e ottobre e dispone il divieto di consumo di bevande alcoliche all’aperto finisce davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria.

Due commercianti, difesi dall’avvocato Tiziana Aresi, hanno portato il Comune davanti al Tar per chiedere l’annullamento dell’ordinanza n. 249 del 22.09.2021 a mezzo della quale il sindaco di Gubbio ha ordinato “ai titolari di pubblici esercizi, ai titolari di esercizi commerciali, ai titolari di distributori automatici e ad altri soggetti comunque autorizzati ed operanti nell’aera del centro storico così come delimitato dalle mura urbiche e Largo di Porta Marmorea a decorrere da sabato 25.09.2021 fino a domenica 24.10 2021, la chiusura dalle ore 2:00 alle ore 6:00 per tutte le giornate di sabato e di domenica comprese tra tali date”, il divieto di “somministrare bevande alcoliche e superalcoliche all’aperto su area pubblica o privata a uso pubblico dalle ore 1:00 alle ore 2:00” il “divieto di consumo all’aperto su area pubblica o privata ad uso pubblico di bevande alcoliche e superalcoliche delle ore 1:00 alle ore 6:00” nei giorni indicati, lamentando la drastica riduzione dell’orario di apertura degli esercizi commerciali e il conseguente afflusso di clienti.

Una norma illegittima “in quanto adottata non per contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità o violenza, bensì per motivi di disturbo alla quiete pubblica e di decoro urbano e, inoltre, perché, in modo discriminatorio, avrebbe colpito solo gli esercizi del centro storico cittadino, lasciando indenni i locali delle altre zone della città”.

Per i giudici amministrativi il ricorso è infondato in quanto l’ordinanza ha cessato la sua validità (sostituita con un’altra) e perché il provvedimento impugnato riguardava “la tutela della sicurezza urbana ed il contrasto delle violazioni delle norme che regolano la somministrazione di bevande alcoliche e dei pregiudizi per l’ordine pubblico derivanti dal loro abuso, anche mediante una modifica, limitata nel tempo, degli orari degli esercizi commerciali e senza alcuna irragionevole discriminazione, essendo l’ordinanza scaturita dagli esiti dei controlli effettuati dalla Polizia locale e dalle altre forze dell’ordine nel centro storico di Gubbio”.

Per questo il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria ha dichiarato inammissibile il ricorso e condannato di due esercenti al pagamento delle spese di lite.

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